They could be a great people, Kal-El. They wish to be. They only lack the light to show the way. For these reason above all, their capacity for good, I have sent them you... my only son.
"Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno", disse il digiunatore. "E noi infatti lo ammiriamo", disse comprensivo il sorvegliante. "E invece non dovete ammirarlo", disse il digiunatore. "Bene, allora non lo ammiriamo", disse il sorvegliante, "ma perché mai non dobbiamo ammirarlo?" "Perché io sono costretto a digiunare, non posso fare altrimenti", disse il digiunatore. "Ma guarda un po'", disse il sorvegliante, "e perché non puoi fare altrimenti?" "Perché", disse il digiunatore, e alzando un poco la testolina parlò, con le labbra appuntite come in un bacio, proprio dentro l'orecchio del sorvegliante, affinché nulla andasse perduto, "perché non sono riuscito a trovare cibo che mi piacesse. Se l'avessi trovato, credimi, non avrei fatto tante storie e mi sarei saziato come te e tutti quanti". Furono le sue ultime parole, ma ancora nel suo sguardo ormai spento c'era la...
Nel 1985 Italo Calvino si apprestava a tenere una serie di conferenze, o lectio , presso l'Università di Harvard, riguardanti la letteratura e la forma che essa avrebbe assunto nel millennio incombente. Le lectio non vennero completate a causa della morte di Calvino nel settembre di quello stesso anno. Nelle bozze delle conferenze Calvino elenca una serie di antinomie: leggerezza vs. pesantezza, rapidità vs. divagazione... Si schiera dalla parte di uno dei due termini, riconoscendo in quello e non nell'altro una caratteristica della propria particolare letteratura, ma senza condannare l'altro, anzi a suo modo riconoscendone le ragioni. Ho pensato che sarebbe stato bello, per una volta, discutere non delle regole che dovreste seguire per scrivere (come di solito si fa sui blog), ma delle forme che potrebbe potenzialmente assumere la vostra scrittura. Iniziamo quindi ad analizzare le lezioni americane di Italo Calvino, le "proposte per il prossimo millennio". ...
Ho completato la seconda avventura di Lupo Solitario * . Della prima avevo parlato qui , perciò, se ancora non l'avete letta, sapete cosa fare. Com'è andata? Diciamo che è andata bene. Alla fine de I Signori delle Tenebre il mio Lupo Solitario era un giovane Iniziato Kai, imbevuto di misticismo e di filosofia marziale, interessato alla giustizia e alla morale e convinto che il combattimento fosse sempre l'ultima risorsa di un cavaliere, ma una risorsa nientemeno. Fedele all'immagine che aveva di sé stesso, all'inizio di Traversata Infernale (ho per così dire livellato, dopo la prima avventura, e ora sono un Aspirante Kai) avevo acquisito la mia sesta Disciplina Kai, lo Psicoschermo, barriera mentale e fisica che mi avrebbe protetto dalle abilità Psicolaser dei miei nemici. Scusate, ho iniziato a parlare in prima persona, ma va bene così: l'effetto di immersione è, come sapete, essenziale alla buona riuscita di un librogame. Le Discipline Kai sono le ab...
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