Sandbox
"Ti stai divertendo, vero, Ettorino?" chiese la Signorina Pesci. Ettore non rispose. Stava giocando nel recinto della sabbia. Scavava con una paletta di plastica, esile ma resistente, e ammonticchiava la sabbia che spalava in un angolo del recinto. Altri bambini, quel pomeriggio, erano venuti a giocare con lui, ma Ettore trovava sempre il modo di scacciarli. Per lo più tirava loro la sabbia negli occhi, e quelli correvano veloci dalle loro madri o dalle loro tate - più raramente dai padri -, piangendo. Quando quelli, adirati, andavano a lamentarsi dalla Signorina Pesci, lei si stringeva nelle spalle e non sapeva che fare. "Se riuscite voi a cambiarlo, accomodatevi pure..." diceva, sconsolata. La Signorina Pesci era una brava donna, ma a dir la verità non era una brava tata. Lasciava che Ettore l'avesse sempre vinta lui. Era troppo buona, e pur dall'alto dei suoi quarantasei anni (quarantasette a luglio) di vita vissuta, con la loro buona quantità di t...