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C'era una volta un blog - Goodbye Herbert

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In questo articolo , della rubrica  Vivere (d)i libri , vi avevo annunciato ( nuntio vobis gaudium magnum ) di avere iniziato Dune e, nonostante una parziale delusione, di avere comunque intenzione di leggerlo fino in fondo. Ormai non credo che lo farò più. Questo non vuole essere un post di condanna nei confronti del lavoro di Herbert . Solo, non credo che Dune sia stato scritto per me. E quando sento questo, lascio il libro che sto leggendo - che sia uno sconosciuto o un capolavoro pluripremiato - e passo ad altro. Ci sono migliaia di libri che vale la pena leggere, e nella nostra vita non riusciremo a tenerne in mano che una piccolissima parte. Insistere a leggere qualcosa che non ci comunica nulla, quello è un peccato. 

Cosa leggo questa settimana - Sammer Edìscion

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Mantengo la promessa di scrivere post veloci fino a vacanze finite. Tranne, certo, quando non la mantengo . Quindi ecco a voi i miei post veloci preferiti - a parte le interviste e le citazioni, ché in quelle lavorano tutto gli altri e io sto lì a prendermi la gloria. Comunque non sto a dilungarmi, che sono gli ultimi giorni di vacanza e abbiamo tutti di meglio da fare. Le impressioni di letture in itinere di questa settimana sono: DUNE di Frank Herbert Ho finalmente iniziato il primo libro di uno dei cicli fantascientifici più osannati di tutti  i tempi: Dune, vincitore del Premio Nebula e del Premio Hugo - mica baggianate. Mi era stato presentato come il capolavoro della fantascienza filosofica, ma, a dire il vero, dopo aver letto Dick , Lem e il Ciclo dell’Ecumene della Le Guin , questa sua filosofia mi sembra un po' ingenua, di quella che potrebbe inventare un ragazzo un po’ esaltato. Da questo punto di vista (salvo miglioramenti man mano che scorrono le p...