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Visualizzazione dei post con l'etichetta Antropologia

Dodds e l'irrazionale

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I greci e l'irrazionale , di Eric Dodds , è forse il libro più noto sul carattere superstizioso ed esoterico dell'antica Grecia; è senz'altro uno dei più citati. Impossibile leggere un libro di storia o letteratura greca senza incappare in almeno un paragrafo che citi vagamente, e rimandi a, le tesi di Dodds. Pochi giorni fa, ad esempio, consultavo una pagina della Treccani sul sogno presso i greci (per inciso, non ho trovato l'informazione che cercavo, che riguardava Epicuro)... e cosa vi trovo? Si consigliava, per approfondimenti, il libro di Dodds, ormai vecchio di più di settant'anni. Ho letto  I greci e l'irrazionale . E ho scoperto che è vero ciò che Eco diceva di molti libri: che, pur non avendoli mai letti, ne conosci già il contenuto, perché goccia a goccia sono filtrati in altri libri, quelli sì che tu hai letto. Non nel dettaglio (ad esempio, non mi era mai capitato di imbattermi nella teoria di Dodds sull'influenza dello sciamanesimo siberiano s...

Apologia (facile) dell'evoluzionismo

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[ATTENZIONE! In questo articolo non si intende confrontare l'evoluzionismo con altre teorie meno scientifiche, come ad esempio il creazionismo . L'evoluzionismo di cui ci occuperemo riguarda il campo prettamente umano, storico ed etno-antropologico.] La corrente evoluzionistica delle scienze umane affonda le proprie radici nelle teorie biologiche di un Lamarck e, più in particolare, di un Darwin , concernenti l'origine delle specie attraverso la selezione naturale. L'applicazione dell'evoluzionismo a campi non prettamente biologici (e anche a quelli pseudo-biologici, come quelli riguardanti le diverse "razze" umane) ha portato una serie di conseguenze a cascata che, in tempi moderni, molti teorici hanno fortemente condannato, staccandosi il più possibile dall'approccio evoluzionistico. Darwin stesso non ha mai sostenuto teorie esplicitamente razziste; tuttavia le ha autorizzate, per così dire, applicando fin da subito i suoi risultati all'esame...

Religione, trascendenza e corporeità

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Come ha osservato Thomas Csordas rifacendosi alla fenomenologia di Merleau-Ponty , ciò che noi umani realizziamo è, prima di tutto, "l'inevitabilità della nostra natura incorporata e i limiti che essa ci impone contribuendo a far sorgere in noi il sentimento che i nostri corpi sono in un certo senso altri da noi" (Csordas, 2004, p. 170). In questo modo l'alterità, più che una dimensione che scaturisce dall'impossibilità di dire o di pensare ciò che alcuni autori identificano con "qualcosa che sta al di fuori", ma di cui noi "portiamo una traccia interiore" (perché siamo fatti della stessa sostanza spirituale), diventa "una struttura elementare dell'esistenza" ( ibidem , p. 167). Merleau-Ponty, infatti, aveva concepito il corpo come un "chiasmo" ( chiasme ), espressione con cui voleva indicare che la materia di cui siamo fatti (la carne, chair ) è il mezzo attraverso cui sperimentiamo l'alterità, cioè il mondo ester...

Esempi di capro espiatorio nella narrativa di lingua inglese: da James Frazer a Ursula Le Guin

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William Holman Hunt, Il capro espiatorio Nel più santo dei giorni, lo Yom-Kippur , il "giorno della copertura del peccato" secondo il valore che ha la radice ebraica, una persona, il cui nome non sia stato scritto da Dio nel Libro degli assoluti malvagi o nel Libro degli assoluti santi, espia i propri peccati davanti a Lui e si riconcilia col fratello a cui ha fatto torto. Sebbene dopo la sospensione dei sacrifici animali dell'anno 70 (conseguente alla  distruzione del Tempio di Gerusalemme ) i precetti biblici in materia non siano stati più osservati, che io sappia, la liturgia dello Yom-Kippur  prevedeva il cosiddetto rito del capro espiatorio, divenuto proverbiale. Esso è dettagliatamente descritto in Levitico, 16*. Cito dalla Bibbia delle Edizioni San Paolo : Dalla comunità d'Israele prenderà due capri per il sacrificio espiatorio [...]. Prenderà i due capri e li porrà alla presenza del Signore, all'ingresso della tenda del convegno e tirerà a sorte i d...

Manifesto della psicoantropologia...

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... o dell'antropopsicologia? Ebbi modo, qualche tempo fa, di scrivere sul blog  a proposito della psicologia e dell'antropologia: Se dovessi distinguere il campo d'indagine di queste due discipline, purtroppo studiate separatamente, direi che se l'antropologia studia cosa sia l'umanità, allora la psicologia studia cosa sia l'uomo. Ecco, voglio seguire questo mio pensiero. La psicologia si occupa di studiare l'individuo, o le relazioni affettive o sociali instauratesi tra gli individui*; l'antropologia (quella che qui io intendo per "antropologia" non è, limitatamente, l' antropologia di stampo medico . Piuttosto sono le scienze demo-etno-antropologiche) si occupa dei gruppi di individui in quanto manifestazioni - la definizione è coraggiosa, e temo debole - dell'umanità. Ho già detto che brutta abitudine sia studiare indipendentemente queste discipline, quando esse sono invece così legate, come di certo chiunque può rendersi cont...

Attraverso uno specchio, in un enigma

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Di nessuna grande verità lo spirito medievale era tanto convinto quanto delle parole di San Paolo ai Corinzi: Videmus nunc per speculum in aenigmitate, tunc autem facie ad faciem . Il Medioevo non ha mai dimenticato che qualunque cosa sarebbe assurda, se il suo significato si limitasse alla sua funzione immediata e alla sua forma fenomenica, e che tutte le cose si estendono per gran tratto nell'aldilà. Questa idea è familiare anche a noi, come sensazione non formulata, quando ad esempio il rumore della pioggia sulle foglie degli alberi o la luce della lampada sul tavolo, in un'ora tranquilla, ci dà una percezione più profonda della percezione quotidiana, che serve all'attività pratica. Essa può comparire talora nella forma di una oppressione morbosa che ci fa vedere le cose come già impregnate di una minaccia personale o di un mistero che si dovrebbe e non si può conoscere. Più spesso però ci riempirà della certezza tranquilla e confortante che anche la nostra esistenza par...

Andropoiesi e femminismo

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Prima di parlare dell'argomento di questo lunedì, credo sia meglio introdurre brevemente, per chi non lo conoscesse, il concetto-cardine di antropopoiesi  in antropologia e psicologia. Faccio quindi una cosa che non ho mai fatto: cito Wikipedia, che in questo caso è singolarmente puntuale: Il termine antropopoiesi è un concetto [...] che indica i vari processi di auto-costruzione dell'individuo sociale, in particolare dal punto di vista della modificazione del corpo socializzato, nonché i vari processi di costruzione del patrimonio culturale di ogni gruppo umano. L'antropopoiesi ha trovato applicazioni nell'antropologia contemporanea di matrice francese e italiana. Il quadro teorico che fa da sfondo a tale concetto è l'idea antica dell'uomo come essere incompleto, ovvero dal comportamento non largamente predeterminato dal patrimonio genetico . L'essere umano si completa quindi solo con l'acquisizione della cultura . Esistono delle popolazioni, ad...