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Il digiuno

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"Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno", disse il digiunatore. "E noi infatti lo ammiriamo", disse comprensivo il sorvegliante. "E invece non dovete ammirarlo", disse il digiunatore. "Bene, allora non lo ammiriamo", disse il sorvegliante, "ma perché mai non dobbiamo ammirarlo?" "Perché io sono costretto a digiunare, non posso fare altrimenti", disse il digiunatore. "Ma guarda un po'", disse il sorvegliante, "e perché non puoi fare altrimenti?" "Perché", disse il digiunatore, e alzando un poco la testolina parlò, con le labbra appuntite come in un bacio, proprio dentro l'orecchio del sorvegliante, affinché nulla andasse perduto, "perché non sono riuscito a trovare cibo che mi piacesse. Se l'avessi trovato, credimi, non avrei fatto tante storie e mi sarei saziato come te e tutti quanti". Furono le sue ultime parole, ma ancora nel suo sguardo ormai spento c'era la...

Storia di una storia (parte 2)

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[ qui  la Prima Parte] Questa settimana parleremo di nuovo di una storia che è un paradosso e che, nelle sue forme, ha attraversato le epoche e ha segnato irrimediabilmente il nostro pensiero. Il primo a formularla fu Zenone di Elea , il cui scopo era difendere e avvalorare il maestro  Parmenide , fondatore della sua scuola, in questo caso per quanto riguardava l'impossibilità del movimento. Se infatti il vuoto non esiste (in quanto il non essere non è e non può essere, sostiene Parmenide ), allora 1) il cambiamento non esiste; e comunque 2) i corpi non avrebbero dove spostarsi. Il paradosso di Zenone arriva a noi attraverso la Fisica di Aristotele . Aristotele non ne è entusiasta. Lo liquida con queste parole: Il secondo argomento di Zenone è quello chiamato di Achille. Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido; giacché quello che segue deve arrivare al punto che occupava quello che è seguito e dove questo non è più (quando il secondo arriva); in t...