Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Jung

Filosofia medievale be like: "Io sono"

Immagine
VI AVVERTO Da oggi e per tre settimane pubblicherò alcuni brevi articoli su certe questioni di filosofia medievale. Si inizia oggi col tema dell'essere*; settimana prossima proseguiremo con quello del tempo, e infine il rapporto causa-effetto. Direi che è una tripartizione in onore della Trinità, se mi sentissi particolarmente... scolastico. E naturalmente lo farò un po' alla cazzona, un po' ad personam , cercando di collegare insieme più concetti alla maniera del blog, cosicché alla fine non ne saprete molto più di prima in termini quantitativi, ma spero almeno che avrete acquisito un nuovo punto di vista, magari persino sulla filosofia medievale, se non l'avete mai frequentata troppo. ESODO Gilson afferma che, rispetto alla filosofia pagana, quella cristiana (e in particolare quella tomistica - ma, per Pasquale Porro , in realtà questa scoperta è da predatare fin perlomeno ad Agostino ) è l'unica che possa fare il passaggio e identificare il concetto ...

Una difesa dell'ingannevole oroscopo

Immagine
Io non credo nell'oroscopo. Sono anzi convinto che credervi sia sbagliato non solo, diciamo, epistemologicamente, ma anche moralmente. Ogni volta, infatti, che una persona mente assassina una parte del mondo, e questo è certo; ma ogni volta che una persona crede in una menzogna quando ha le capacità e i dati per smascherarla, è colpevole tanto quanto lo è il mentitore. Questo articolo, nel caso non si fosse capito, riguarda l'oroscopo. A COSA CREDE CHI CREDE NELL'OROSCOPO Chi crede nell'oroscopo si affida al fatto (ha quindi propriamente fede , nel senso che compie un salto irrazionale verso una credenza non dimostrabile, esattamente come fa chi, ad esempio, crede in Dio*) che, interpretando correttamente gli avvenimenti celesti , si possa conoscere qualcosa del futuro terrestre . Questo al netto dell'astronomia ufficiale: vedere un meteorite con un diametro di nove chilometri che punta dritto sulla Terra... be', qualcosa del nostro futuro ce lo dice, ma ...

Parlando di Jung e di Sabina Spielrein

Immagine
Sabina Nikolaevna Spielrein Centoundici anni fa, nel 1904, Sabina Spielrein , diciannovenne russa di origini ebree, incontra in clinica un giovane Carl Gustav Jung   già infatuato delle teorie freudiane. Sabina è internata con una diagnosi di isteria , categoria-ombrello che all'epoca abbracciava pressapoco ogni manifestazione di disturbo psichico femminile. Jung decide di sottoporla alla terapia psicoanalitica sviluppata fino a quel momento da Sigmund Freud , qualcosa che potremmo chiamare, senza paura di essere smentiti, "the talking cure". Un anno dopo la Spielrein viene dimessa, si iscrive alla facoltà di medicina e studia psicologia. Trasferitasi a Vienna, entra in contatto con lo stesso Freud (che ne riconosce l'influenza sulla psicanalisi nel suo libro  Al di là del Principio di Piacere ) e diventa membro della Società Psicoanalitica. In seguito torna nella madrepatria e diventa direttrice di un asilo, l'Asilo Bianco, in cui può applicare le sue idee...