Prime volte
A volte mi capita, così, tra la notte e il dì, di fantasticare. È un'abitudine femminile, e infatti vi prego di scusarmi, giuro di non cascarci mai più. Questa volta però passatemela. Ho provato a immaginarmi la prima storia che sia mai stata raccontata. Deve essercene una. Per raccontarla, sarebbe stato necessario possedere una lingua: dato che siamo umani, immaginiamo una lingua vocalica, e non, ad esempio, gestuale. Per averla, le aree di Broca e di Wernicke avrebbero dovuto essere abbastanza sviluppate, così come la conformazione della gola e la natura dell'ipoglosso avrebbero dovuto essere quelle corrette, suppergiù. Immaginiamo quel nostro antenato, che forse non era un nostro antenato ma un nostro cugino, un Neanderthal ad esempio, che la sera teneva in braccio un cucciolo (o forse si dice un bambino?) sonnacchioso, davanti al fuoco, in mezzo a un cerchio degli altri membri della sua famiglia, i suoi fratelli e le sue sorelle e le donne rapite alle altre famiglie, per...