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Cosa leggo questa settimana: il ritorno

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Non si sfugge all'ora di scrittura giornaliera , anche se oggi è dedicata alla rilettura di vecchi lavori e all'aggiornamento del blog. Questa settimana avrei voluto scrivere qualche recensione per la rubrica Vivere (d)i libri , che manca ormai da un po', ma ancora una volta mi scopro a non averne il tempo. E dire che stavo pensando di raddoppiare gli articoli del blog, da uno alla settimana (lunedì) a due (lunedì e giovedì)... ma come pensavo di farcela, a questo punto, proprio non so. Nel frattempo, e per risolvere almeno in parte i miei problemi, su Psicologia e Scrittura torna l'appuntamento con Cosa leggo questa settimana , la rubrica che mi permette di parlare dei libri che sto leggendo mentre li sto leggendo. Non è una cattiva rubrica. Si offre come una testimonianza dell'esperienza della lettura, per una volta, non a posteriori; e non so dove altro potreste trovarla su internet! Dunque, in questa settimana di lavoro, questa settimana di caldo intens...

Uno sguardo al Codex Seraphinianus

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Il primo libro che recensiremo, qui sul blog di  Psicologia e Scrittura , è il Codex Seraphinianus . Per iniziare bene. Excellent choice, man Però definire il Codex un libro è limitativo. Come, per capirci, definire un essere umano un corpo che mangia, defeca, si riproduce. La verità è che il Codex è sì impaginato come un libro, ha sì una copertina come un libro, ed è sì stampato e distribuito da una normale Casa Editrice - proprio come un libro -, ma in realtà è meno un libro che un'opera d'arte figurativa. Trecentosessanta e dico trecentosessanta tavole di genialità. Cercatelo in libreria, sollevate i suoi centoventi chili di peso e apritelo a una pagina qualsiasi: è incomprensibile. I segni grafici di cui è zeppo danno anche l'idea di una scrittura, a volte corsiva e a volte in stampatello, e le immagini sembrano anche possedere un intento didascalico; ma è del tutto inintelligibile. Sfogliatelo (vi sfido a farlo! Dico, proprio da un punto di vista mecc...