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Visualizzazione dei post con l'etichetta Linguaggio

SUSPENSE!

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L'idea di questo articolo lo devo a un'amica che mi ha detto, ed era parecchio stupita, che "cracker" si scrive  cracker , e lei per tutta la vita lo aveva scritto sbagliato*. Al che mi sono ricordato di un altro mio amico, che ora è avvocato, molto colto, che però era convinto che "scotch" inteso come liquore e "scotch" inteso come articolo da ufficio si scrivessero diversamente (invece è un semplice caso di polisemia  come ce ne sono tanti, in italiano)**. Probabilmente tutti abbiamo dei vuoti linguistici, delle isole sconosciute, dei flaw a volte insospettati quando si parla di grafia. Anche io, naturalmente. Ne sono sicuro perché uno di questi flaw lo conosco: per quanto ci provi a ricordarmelo, per scrivere in maniera corretta "suspense" devo sempre controllare.  È più forte di me: pistola alla testa, lo sbaglierei. L'unica è imparare a conviverci.  In fondo per molte lingue il rapporto grafia/fonetica è meno trasparente che in ...

Linguistica POP

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Apro l'articolo (e l'anno: auguri a tutti!) con una citazione da La linguistica: Un corso introduttivo di Gaetano Berruto e Massimo Cerruti  in merito alla tipologia sintattica delle diverse lingue: [...] si può ricordare che Yoda, il personaggio extraterrestre del noto film Il ritorno dello Jedi  (1983), ripreso nei primi anni del Duemila nei cinema italiani, parla (almeno nella versione originale) una lingua con ordine OSV, il tipo più raro e improbabile: sick I've become "(lett.) malato io sono diventato", when nine hundred years you reach, look as good you will not "(lett.) quando novecento anni tu raggiungi, tanto bene non starai". Una nota, per chi - giustamente - se lo stesse chiedendo. Per "ordine OSV" si intende un ordine di frase non marcata ( basica ) in cui l'oggetto precede il soggetto, e quest'ultimo precede il verbo. La lingua italiana, come tutte le lingue neolatine - ma non come il latino, che ha un ordine SOV...

Il paradosso della comare

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Geoffrey Chaucer iniziò a scrivere I Racconti di Canterbury nel 1388; nel 1400 morì, e non li aveva ancora completati. Dei centoventi racconti che s'era prefissato riuscì a finirne solo ventiquattro. Tanti ci bastano per considerarlo il capolavoro del Middle English  (anzi, è vero il contrario: il Middle English è quello perché ci scrisse Chaucer. L'autore del Pearl e del Sir Gawain era contemporaneo di Chaucer, ma il suo inglese era completamente diverso, e noi non lo ricordiamo quasi più). La cornice dei Racconti è nota a tutti, e ispirata putacaso al nostro Boccaccio , o al più al nostro Dante (Chaucer conosceva bene i poeti italiani). La ricordo comunque: un gruppo di persone decide di raccontarsi delle storie per ammazzare il tempo durante il pellegrinaggio alla tomba di San Thomas Becket. Nell'articolo di oggi parlerò di uno dei racconti più famosi dei Tales , quello della Comare di Bath, che Harold Bloom riconosce come uno dei grandi antesignani dei persona...

C'è chi non vuole sentir parlare di femminicidio

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Nel grande mondo dei social, ormai, è qualche tempo che si discute sulla legittimità della parola "femminicidio". Del resto sui social siamo un po' tutti studiosi di linguistica. C'è ad esempio una corrente di pensiero che sostiene che "femminicidio" sia una parola priva di valore. Già la parola "omicidio", che deriva da "homo" nel senso di "umano" e non di "uomo maschio", conterrebbe in sé il significato di femminicidio, cioè di assassinio di donna. Alcuni affermano quindi che la parola "femminicidio" sia femminista (spregiativo), voluta dalle lobby femministe (sempre spregiativo) per sviare l'attenzione del pubblico verso il mondo circoscritto della violenza sulle donne. O qualcosa del genere. Fonte  Facebook Altri, un po' più sensatamente, sono preoccupati all'idea che usare una parola a parte, come dire laterale, possa far pensare a una differenza di gravità tra essa e un qualunque altr...

Femminino cristiano

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Qualche giorno fa ho letto questo articolo . Si tratta di un'intervista a Sergio Martella , psicologo e psicoterapeuta, docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell' Università di Padova . Nell'articolo si discute degli effetti negativi dell'educazione cristiana sulla salute del bambino. Mi ha colpito in particolare questo paragrafo: Alcuni lessici del linguaggio comune rivelano la natura matriarcale della chiesa: "Don" è contrazione di "donna", è anche il suono del batacchio sotto la gonna-campana, iconologia della madre che in sé trattiene il figlio-fallo, nella fattispecie il prete; "duomo" è la fusione di donna-uomo, i frati recano il cordone ombelicale ancora non reciso alla vita, le suore il velo placentale segno di possesso della madre; il divieto all'uso della sessualità sottolinea la centralità e l'obbedienza all'unico sesso della madre. Si potrebbe liquidare la faccenda dicendo che il Dott. Martella ...

Prime volte

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A volte mi capita, così, tra la notte e il dì, di fantasticare. È un'abitudine femminile, e infatti vi prego di scusarmi, giuro di non cascarci mai più. Questa volta però passatemela. Ho provato a immaginarmi la prima storia che sia mai stata raccontata. Deve essercene una. Per raccontarla, sarebbe stato necessario possedere una lingua: dato che siamo umani, immaginiamo una lingua vocalica, e non, ad esempio, gestuale. Per averla, le aree di Broca e di Wernicke avrebbero dovuto essere abbastanza sviluppate, così come la conformazione della gola e la natura dell'ipoglosso avrebbero dovuto essere quelle corrette, suppergiù. Immaginiamo quel nostro antenato, che forse non era un nostro antenato ma un nostro cugino, un Neanderthal ad esempio, che la sera teneva in braccio un cucciolo (o forse si dice un bambino?) sonnacchioso, davanti al fuoco, in mezzo a un cerchio degli altri membri della sua famiglia, i suoi fratelli e le sue sorelle e le donne rapite alle altre famiglie, per...