lunedì 19 giugno 2017

Premio Liebster per il blog più stupendamente malvagico


Sono stato richiamato dal mondo dei morti (saranno due o tre settimane che non aggiorno il blog, infatti; e se vi foste chiesti il perché, adesso sapete che il motivo è che sono morto) dalla mano blasfema e necromantica della mia amica Kara Lafayette, titolare del blog Secondo Kara Lafayette (già In direzione ostinata e contraria). Kara è in realtà una strega potentissima che al confronto Baba Yaga ciao, levate proprio.

Secondo Kara Lafayette mi ha assegnato un premio, cioè ha assegnato un premio a Psicologia e Scrittura, il Liebster Award. Cos'è? È un riconoscimento che i blogger conferiscono ad altri blogger. Chi ne viene insignito deve rispondere a undici domande e segnalare undici blog eccellenti, i cui proprietari, se accettano il premio, devono a loro volta rispondere a undici domande formulate per l'occasione e segnalare altri undici blog e così via, ancora e ancora, che al mercato mio padre comprò. Un modo per creare una mappa dei blog che i vostri autori di riferimento ritengono meritevoli della vostra attenzione. Ah, e questi blog devono avere meno di 200 follower, perché il Liebster serve a far conoscere quegli autori che normalmente passerebbero sotto (o sopra? Qual è l'espressione corretta?) i vostri radar.
Vi dico già che io undici blog così, e sopratutto undici blog così mai nominati al Liebster, non li conosco.

Adesso bando alle ciance e vamos a cominciare con le domande che la cara Kara (OHOHOH! simpaticissimo) mi ha rivolto.

1) Scegli il tuo film d’autore preferito e quello commerciale.
Il mio film d'autore preferito è, naturalmente, C'era una volta in America (come sa chiunque segua il mio blog 😁) di Sergio Leone. ADORO ogni cosa di quel film. Ogni dettaglio... tranne forse gli squilli nella sequenza iniziale.



Il mio film commerciale preferito... onestamente non lo so. Se la giocano Dal tramonto all'alba di Robert Rodriguez e Dragonheart di Rob Cohen. Il primo perché ha una delle sceneggiature più sorprendenti che io abbia mai visto - e soprattutto in un film del genere -, il secondo perché era il mio film preferito quando ero piccolo, ne so a memoria tutte le battute e ancora mi sale il magoncino quando lo vedo. Poi volete mettere l'epicità di UN DRAGO? Per quanto mi riguarda batte tutto.


2) Se fossi un produttore molto ricco, in quale progetto cinematografico tratto da un romanzo (o racconto) ti imbatteresti? 
Sicuramente vorrei produrre l'adattamento di uno dei libri di Chuck Tingle, un autore che seguo con tanto amore e che è stato nominato per il Premio Hugo. Probabilmente sceglierei una storia di crescita personale, come Living Inside My Own Butt for Eight Years, Starting a Business and Turning a Profit Through Common Sense Reinvestment and Strategic Targeted Marketing, oppure qualcosa di più consapevole, quasi metaletterario, come Reamed by my reaction to the title of this Book. Pierfrancesco Favino ruolo da protagonista.



3) Qual è l’attrice più sopravvalutata (non vale dire Meryl Streep per citare Trump)? E l’attore? Quali sono, invece, attori e attrici più sottovalutati?
L'attrice più sopravvalutata? Sarei tentato di dire Monica Bellucci, ma, andiamo, chi l'ha mai sopravvalutata? Come attore farei invece il nome di Tom Hanks - lo so, lo so, sono un infame. Il fatto è che ho l'impressione che Hanks non sia un grande attore, ma che abbia solo avuto la fortuna di ricevere grandi ruoli. Adesso odiatemi!
L'attore più sottovalutato secondo me è Ethan Hawke - che sì, è un po' debole nel mostrare emozioni, ma quelle poche che mostra sono sempre eccezionali. Forse però lo dico perché Hawke è stato protagonista di due dei miei film di fantascienza preferiti: l'indimenticato Gattaca e il sottovalutato Predestination. L'attrice più sottovalutata è forse la povera Kristen Bell, che, pur avendo partecipato a un gigantilione di produzioni, nell'immaginario collettivo è sempre rimasta legata al suo ruolo di Veronica Mars. Lei, sì, è molto molto brava.


4) Qualche tempo fa, Iñárritu affermò che i cinecomics fossero un genocidio culturale. Molti di noi lo hanno preso a pernacchie, essendo una generalizzazione estrema ed esagerata. Ma alla luce dei fatti poco gloriosi (non del botteghino, ma della reale qualità di alcuni cinecomics), oggi che ne pensi? 
Credo che sia vero. Il che non significa che non esistano cinecomic validi: la trilogia di Spiderman di Raimi, i primi due X-Men di Singer, Il Cavaliere Oscuro di Nolan sono tutti esempi di ottimi film della moderna ondata cinecomic. Il problema non è neanche il fatto che siano commerciali: il primo Avengers di Whedon, e Ant-Man, che godeva di una sceneggiatura di Wright, sono film il più commerciali possibile, che seguono alla lettera i dettami di Casa Disney, ma credo siano lo stato dell'arte dei cinecomic. Il vero problema sono gli scrittori incompetenti, i registi mestieranti, i siparietti comici, i non-sequitur che di solito sono le caratteristiche principali di un genere pensato per essere l'evoluzione del blockbusterone hollywoodiano. Senza contare che ne escono, quanti? Sei o sette all'anno? Basta. Io sono un grandissimo appassionato di fumetti americani, e in particolare di fumetti di supereroi, e proprio per questo vederli trasposti così malamente nel medium cinematografico mi fa stare male. C'è un film, bellissimo, che si chiama Il Gigante di Ferro (lo conosciamo tutti), che in solo un paio di scene riesce a rendere meglio la natura di Superman di quanto faccia Man of Steel di Snyder. Per dire.


5) Che rapporto hai con l’animazione? Lungometraggi o serie TV animate ti interessano? Se sì, quali ti sono entrati nel cuore?

Cfr. sopra 😁  Sì, amo molto i film e le serie di animazione. Tra i film a cartoni animati delle major,  i miei preferiti, oltre a Il Gigante di Ferro, sono Il Re Leone e Il Principe d'Egitto. Sono entrambi, credo, film perfetti, considerando target e periodo. Il primo è una tragedia shakespeariana con animazioni grandiose e un'analisi intelligente di cosa sia la responsabilità; l'altro è una titanica trasposizione di temi biblici con una colonna sonora bellissima. Per quanto riguarda l'adesso, devo dire che ancora seguo con interesse alcune serie animate: BoJack Horseman, con le sue acute riflessioni sulla depressione e l'incomunicabilità umana (e le sue molte e insospettabili risate) e Rick e Morty, che è esattamente quello che dovrebbe essere la fantascienza: fantasiosa, avventurosa e, pur partendo da un terreno condiviso e ricco di citazioni, originale. 
In effetti mi sembra che nel mondo dei cartoni stiamo assistendo a quello a cui abbiamo assistito, nel mondo dei fumetti, alla fine degli anni '80: una nuova generazione di cartoonist, cresciuta con prodotti di alto livello, è arrivata alla maturità artistica e sta rivoluzionando il medium. Evvai!

Passando dall'altra parte della barricata, quella dei cartoni che vengono dall'Oriente, devo dire che considero pessimi la maggior parte di quelli che arrivano fino a qui. Ciò detto, come per i cinecomic, esistono prodotti validissimi che pur vengono dal Giappone: sopra tutti i film di Miyazaki. Non solo: da bambino il mio cartone preferito era Ken il Guerriero che, pur essendo essenzialmente un cartone di botte, poneva agli spettatori importanti domande sul concetto di libertà e su quello di pace, sulla strada della lotta violenta e sul sacrificio personale. Poi, da un punto di vista narrativo, credo che Ken il Guerriero abbia i personaggi più interessanti di sempre, i più complessi, i meno bidimensionali. Certo il doppiaggio italiano è il peggiore che esista, eppure ogni volta che lo risento mi sale la nostalgia canaglia!
Per finire, citerei quello che credo sia il prodotto a cartoni migliore evah, e che incidentalmente è anche giappo: Neon Genesis Evangelion, di quel genio di Hideaki Anno. Ma su NGE dovrei scrivere un post o una serie di post appositi, quindi non approfondisco!


6) Cosa pensi davvero dei cagatori di minchia (categoria da me messa in risalto) ai quali non piace mai niente e dove tutto viene scisso in capolavoro assoluto o merda?

Penso che non abbiano idea di cosa dicono. È gente, credo, che non ha mai sviluppato un vero senso artistico.



7) Sei chiuso in ascensore con Takashi Miike, Nicolas Winding Refn e Patty Jenkins. Tutti e tre ti fissano in silenzio con le braccia conserte, in attesa che tu dica qualcosa. Di cosa parli? A chi ti rivolgi per primo? 
No no, io sono uno psicologo: sto in silenzio e osservo, nell'attesa che siano loro a parlare!


8) Ti svegli una mattina e non sei più tu. Ti guardi allo specchio e sei diventato/a un personaggio di un film o di una serie TV. Quale?
La serie è senza dubbio Bojack Horseman. Nel senso che ci somiglio già così tanto, a uno dei loro personaggi, che svegliarsi una mattina con la testa di cavallo sarebbe solo una naturale evoluzione del mio stato.




9) Sei all’interno di The Sims, la fattucchiera ti porta la lampada magica da strofinare. Scegli i tuoi tre desideri.
Grazie per la domanda. È fin da bambino che penso a questa eventualità e al modo migliore per affrontarla. L'unica risposta sensata che ho trovato è desiderare L'ONNIPOTENZA! 
Dai, per risponderti davvero chiederei:
  1. Successo come scrittore
  2. ... no, sinceramente, l'onnipotenza per forza. Non riesco neanche a pensare a un altro desiderio. Sarebbe sprecarlo!

10) Hai mai partecipato alla realizzazione di un film o serie TV? Se sì, quali? e se no, ti piacerebbe? In quale ruolo?
Due miei amici hanno sceneggiato e stanno attualmente girando un film a costo zero che, credo, ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo capolavoro. Io ho svolto il ruolo di consulente esterno nella stesura della sceneggiatura e nel casting degli attori 😊  A parte questo, ho fatto la comparsa in un film italiano abbastanza famoso, ma non voglio dire quale sia perché è un film orribile!

11) La tua colonna sonora cinematografica preferita.
Sarei tentato di ripetere "quella di C'era una volta in America", ma per variare dico "quella di Excalibur di Boorman". Ecchevela:



Bene, come al solito siamo stati velocissimi, e adesso è arrivato il momento di nominare undici blog con meno di 200 follower che mi paiono meritevoli. Sarà difficile, e ripeto che non arriverò a undici, ma queste sono le mie scelte per il Liebster Award:


... e bon. Il problema è che la maggior parte dei blog che seguo o sono vistosamente sopra i 200 follower oppure sono già stati premiati da Kara. Temo che vi dovrete accontentare di questi.

Per concludere in bellezza l'articolo, che spero preluda a una riapertura di Psicologia e Scrittura, ecco le undici domande a cui, se vogliono accettare il premio, i blogger che ho chiamato in causa dovranno rispondere. Dato che il mio interesse principale, come blogger, è per la narrativa, la maggior parte delle domande ruoteranno attorno a questo punto:

  1. Avevo ragione? Hai meno di 200 follower? Daaai!
  2. I tuoi cinque scrittori preferiti - e, se vuoi, una breve motivazione della tua scelta.
  3. Il mondo subisce un secondo Diluvio. Tu puoi salvare solo un libro: qual è, e perché?
  4. A prescindere dall'effettivo valore letterario, a quale libro sei più affezionato?
  5. Nominami un libro che tutti schifano e che a te è piaciuto tantissimo; nominami anche un libro che viene considerato un capolavoro immortale ma che tu proprio non riesci a sopportare.
  6. Hai la possibilità - o hai di nuovo la possibilità - di scrivere un fumetto. Quello che vuoi, senza limitazioni di sorta. Quale sarebbe la trama? E chi sceglieresti come disegnatore?
  7. Parlami, bene o male, di un webcomic italiano (meglio male, che poi sembra che sia solo io quello insofferente).
  8. I cinque telefilm che preferisci. Puoi risalire a quando vuoi.
  9. Tutti noi abbiamo dei guilty pleasure: prodotti d'intrattenimento oggettivamente orribili che però seguiamo con passione. Io ad esempio amavo molto Due uomini e mezzo. Qual è il tuo guilty pleasure telefilmico?
  10. Stupiscimi con una citazione: quella che vuoi, da dove vuoi. Una frase che ti è entrata dentro e ha modificato, o sta modificando, il modo in cui osservi il mondo.
  11. Consigliami un film, un telefilm, un fumetto, una silloge di poesie, una raccolta di racconti o un romanzo (insomma, ciò che vuoi!) che in pochi conoscono, ma che è sicuramente un capolavoro.

E con questo vi saluto, Veri Credenti e blogger nominati. Buone vacanze a chi va in vacanza in questo periodo, e per tutti gli altri... ci sentiamo sul prossimo post.


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