mercoledì 10 agosto 2016

PSICOLOGIA E SCRITTURA secondo John Gardner

Le seguenti citazioni sono tratte da Il Mestiere dello Scrittore di John Gardner. Per chi non conoscesse l'autore sappia che, a suo tempo, oltre a essere stato scrittore (L'Orco, Luce d'Ottobre...), Gardner è stato anche insegnante di scrittura e mentore, tra gli altri, di Raymond Carver. Ha poi pubblicato importanti saggi sul New Criticism americano e sulla letteratura europea medievale.
Tutte le citazioni riguardano la psicologia dello scrittore, o il rapporto tra psicologo e scrittore. Argomenti fondamentali per il nostro blog.

John Gardner

UNO
Un altro segnale del talento dello scrittore è l’intelligenza - un certo tipo di intelligenza, che non è quella del matematico o del filosofo, ma quella di chi narra le storie -, un’intelligenza non meno sottile di quella del matematico o del filosofo, anche se non altrettanto riconoscibile.
Come altri tipi di intelligenza, quella del narratore di storie è in parte naturale e in parte coltivata. Si compone di diverse qualità, la maggior parte delle quali attestano, nelle persone normali, immaturità o inciviltà: arguzia (un’inclinazione a fare delle associazioni irriverenti); testardaggine e tendenza alla villania (rifiuto di credere a tutto ciò che le persone ragionevoli sanno essere vero); infantilismo (un’apparente mancanza di focalizzazione mentale e di un serio scopo nella vita, una passione per i sogni a occhi aperti e per le bugie gratuite, una mancanza di doveroso rispetto, malignità e un’indecorosa propensione a piangere per un nonnulla); una marcata inclinazione per la fissazione orale o anale, o per entrambe (quella orale attestata dallo smodato mangiare, bere, fumare, chiacchierare; quella anale dall’ossessione per la pulizia e l’ordine associata a una strana fascinazione per le barzellette sporche); notevoli facoltà di rievocazione eidetica, o memoria visiva (un tratto comune nella prima adolescenza e nei ritardati mentali); una strana miscela di spudorata giocondità e di imbarazzante onestà, quest’ultima spesso rafforzata da sentimenti irragionevolmente intensi a favore della religione o contrari a essa; la pazienza di un santo; un criminale lampo d’astuzia; instabilità psicologica; noncuranza, impulsività e sconsideratezza; e infine un inspiegabile e patologico stato di “dipendenza da racconti”, orali o scritti, di qualità o scadenti. […] Di tanto in tanto se ne trova uno la cui sconsideratezza non assume proporzioni di anormalità.


DUE
[…] Il punto è che, al di là del fatto che ne diano dimostrazione ai party, gli scrittori imparano, per una loro esigenza professionale, ad essere i più acuti osservatori. Ѐ una delle gioie, come una delle croci, del mestiere dello scrittore. Gli psicologi, forse, condividono in parte questo piacere, ma costoro, qualunque cosa ne dicano o si propongano, sono fondamentalmente interessati alle aberrazioni mentali.
[E allora, uno psicologo che sia anche romanziere? N.d.PsicologiaeScrittura]


TRE
Se si riesce a tenerla parzialmente sotto controllo, una ferita psicologica serve a mettere il romanziere sotto torchio. Qualche inevitabile incidente, risalente all’epoca dell’infanzia, di cui uno si sente responsabile e che non riesce a perdonarsi del tutto; la sensazione di non avere mai completamente meritato l’amore dei propri genitori; la vergogna per le proprie origini […] o l’imbarazzo per il proprio aspetto fisico: sotto tutti segni promettenti. Benché non si possa affatto dire se un bambino felice, ben adattato, possa diventare un gran romanziere, è probabile che il senso di colpa o la vergogna, nella misura in cui inducono l’animo a ripiegarsi verso l’interno, e in condizioni appropriate, servano al disegno dello scrittore. […] Spesso si scopre che i romanzieri sono persone che nell’infanzia hanno imparato, in momenti di angoscia, a ripiegare sulle proprie fantasie o sulla finzione, sulla voce consolatrice di qualche scrittore e non sugli esseri umani più prossimi.


DISCLAIMER: Naturalmente quello che Gardner ha scritto, in particolare in UNO, è parzialmente ironico, e come tale andrebbe letto. Inoltre Gardner, pur essendo un profondo conoscitore della scrittura, non è affatto uno psicologo né, che io sappia, conosceva della psicologia più di quanto ci si aspetterebbe da un americano colto (forse aveva frequentato un corso di psicodinamica al college). Quindi prendete queste citazioni con un sorriso, e non come una bozza di vademecum per “creare” uno scrittore ^___^

Il Mestiere dello Scrittore secondo me

BUONA CONTINUAZIONE DI VACANZE, VERI CREDENTI!

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