sabato 28 maggio 2016

Scrivere per bambini

Scrivere libri per bambini e per ragazzi è difficile, questo lo sa chiunque. Ma ecco per voi, in anteprima su Psicologia e Scrittura, un buon tutorial per realizzare il vostro best-seller per bambini. Prendete il vostro quaderno degli appunti, la vostra matita preferita e state pronti a imparare qualcosa.
La citazione è da C.S. Lewis, Tre modi di scrivere per l'infanzia. Contiene l'Unico Metodo Funzionante (TM) che io conosca per scrivere per lettori di tutte le età. Dice Lewis:
[...] Dobbiamo rivolgerci ai bambini come a nostri pari, sfruttando quella parte della natura umana in cui siamo loro pari. La superiorità degli adulti consiste nell'avere altri campi d'influenza e, cosa più importante, nell'essere narratori migliori; il bambino lettore non deve essere trattato con sufficienza ma nemmeno idolatrato: dobbiamo parlargli da uomo a uomo. L'atteggiamento peggiore sarebbe quello di considerare la massa indifferenziata dei bimbi come materiale grezzo da plasmare. Il nostro compito è non far loro del male, e con l'aiuto dell'Onnipotente possiamo sperare, qualche volta, di fargli del bene, ma soltanto il bene che parte dal rispetto. Non dobbiamo immaginare di essere la loro Provvidenza o il Destino. Non affermerò con sicurezza che un bel racconto per bambini non possa essere scritto da un funzionario del Ministero dell'educazione, perché tutto è possibile; ma direi che le probabilità siano minime.


Ed ecco qua la parafrasi. Scrivere per bambini, scrivere bene per bambini, significa abbandonare immediatamente ogni volontà didascalica e ogni più o meno mal riposta fantasia di superiorità. I bambini non sono lettori di serie B, che possono accontentarsi degli scarti della letteratura per adulti; di cose che un adulto non leggerebbe. Dal che consegue che se un libro è per bambini non significa che sia un libro brutto (benché esistano libri brutti per bambini, forse addirittura in misura pari ai libri brutti per adulti). 
Per giudicare se un libro per bambini o per ragazzi è buono, basta farlo leggere a un adulto... se l'adulto non si sentirà preso in giro, allora avrete fatto il vostro lavoro. La letteratura per ragazzi è diversa da quella per adulti, ma un adulto apprezzerà sempre e comunque un buon libro per ragazzi, così come farà un ragazzo, purché sia stato scritto con rispetto e intelligenza.

4 commenti:

  1. Ciao, vuoi un commento a caldo? Se non lo vuoi elimina, tranquillo.
    Jumping, l'infanzia non legge: vede e sente. Questo non significa che i bambini guardino solo immagini e sentano solo rumori, ma che in principio la parola scritta è immagine e la parola detta è suono. E che quel principio resta per tutta la vita. Non so se sia difficile scrivere libri per bambini. So però che nell'infanzia è utile e bello ascoltare la voce dal vivo. Quello che secondo oggi manca non è la letteratura per bambini, non sono gli scrittori di libri rivolti a loro: è il suono della voce dal vivo. E' un argomento delicato.

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    1. No, e perché dovrei elimarla? Cos'è questo blog, una dittatura? :D
      La tua è una buona riflessione, anzi ottima. Qui ho parlato di una regola da tenere presente quando si scrive per bambini e ragazzi, ma come questi libri dovrebbero essere fruiti non è stato argomento di questo articolo. Detto questo, sono assolutamente d'accordo con te. La lettura ad alta voce è un'esperienza sia bella che utile per il bambino... e per il genitore!

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  2. Attento, tutti i blog lo sono. Dettano. Ma noi commentatori siamo scolaretti diligenti e ci piace il dettato. Senti, ti voglio bene ma il verbo "fruire" non usarlo con me, te lo chiedo per favore. E' un verbo che mi irrita moltissimo, la pelle.

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