They could be a great people, Kal-El. They wish to be. They only lack the light to show the way. For these reason above all, their capacity for good, I have sent them you... my only son.
C'è qualcosa di più terrificante dei video di Slender su YouTube. C'è qualcosa di più nauseante del minestrone la domenica. C'è qualcosa di grande fra di noi. Sto parlando, naturalmente, di piccoli buchi posizionati a intervalli regolari che ci fanno venire la voglia di grattarci. Il termine che state cercando è "pruriginoso" La tripofobia è, letteralmente, la fobia dei buchi. Ma non fobia tipo l'omo-fobia, che poi andate in giro a picchiare i buchi (AHAHA CHE SATIRA SOCIALE PUNGENTE LA MIA). No, è piuttosto assimilabile a una sensazione di repulsa o addirittura di terrore nei confronti di piccoli e profondi buchi reiterati a intervalli regolari. È anche detta, infatti, "fobia dei pattern ripetitivi". Non so se voi, amici lettori, siate o meno tripofobici, ma una cosa ve la posso dire: di certo, in determinate situazioni (di cui parleremo tra un attimo), nemmeno a voi fanno piacere i buchi piccoli e profondi posizionati a interval...
Dal titolo di questo post avrete già capito tutto, ma lasciatemi fare il mio giro di parole, che son contento ^___^ Eccoci. Lo scrittore è una persona che si guadagna da vivere (o ripaga una percentuale del costo totale della sua vita, mese per mese) con la propria scrittura. Questo in senso stretto. In senso lato lo scrittore è chiunque scriva: è una parola come tante per indicare agenticità . Noi però non faremo i sofisti e ci atterremo alla prima definizione, quella per cui io non sono uno scrittore... ma vorrei esserlo. Credo sia un sogno abbastanza diffuso tra i blogger e, mi pare, tra gli italiani in generale. Vorrei poter pubblicare i miei libri, farmi leggere da molte persone e guadagnare proporzionalmente al mio talento. Che sarà poco, ma non è questo il punto. Il punto è che un paio di settimane fa ho finito la prima stesura del mio romanzo. "Be', grazie per avercelo detto". Non c'è di che. "E di cosa parlerebbe?" Cosa? "Il tuo...
Parliamo di un saggio di Eco , anzi di una relazione di un convegno tenutosi a Bologna. Il titolo è Wilde: Paradosso e aforisma . La potete trovare nel volume Sulla Letteratura dei saggi Bompiani. Tra le personae di cui Eco parla c'è Pitigrilli , scrittore e creatore di epigrammi, massime e aforismi che ebbe un certo successo in Italia a cavallo delle due Guerre. In un suo libro, il Dizionario antiballistico , Pitigrilli osserva come certi aforismi possano essere rovesciati senza perdere di forza. Eco definisce questo procedimento cancrizzazione dell’aforisma e l’aforisma rovesciabile (cioè il cui opposto sia vero), “cancrizzabile”. Ci dice che L’aforisma cancrizzabile è portatore di una verità molto parziale e, sovente, dopo che lo si è cancrizzato, ci rivela che nessuna delle due prospettive che apre è vera: sembrava vero solo perché era spiritoso. Umberto Eco Eco sfrutta cioè il procedimento della cancrizzazione (sono abbastanza certo che l'etimo n...
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