They could be a great people, Kal-El. They wish to be. They only lack the light to show the way. For these reason above all, their capacity for good, I have sent them you... my only son.
Scommetto che il vostro più vecchio amarcord del genere fantastico riguarda il racconto La Sentinella di Fredric Brown , contenuto com'è in più o meno tutte le antologie scolastiche pubblicate fin dalla nascita della Repubblica.. Oggi si parla di questo, alta risoluzione o meno (Nelle antologie per le scuole superiori non c'è, beninteso, ché in fondo solo ai bambini più piccoli è consentito provare piacere nella lettura. A proposito, passami quel cilicio che devo aprire Cervantes e non vorrei esserne contento.) Il testo del racconto di Brown, in sé, occuperebbe circa una facciata A4. È, sotto molti aspetti (si legga quasi tutti), un racconto modesto. Vi è descritta una sola azione, e giusto alla fine, per contratto. Il resto è un riepilogo delle vicende di una guerra spaziale; non dettagliato, come potrebbe buttar giù uno scrittore ansioso; ma veloce, riassuntivo, per temi, proprio come quello che potrebbe raccontarsi un soldato dura...
Eccovi una confidenza. Non è nulla di imbarazzante: è solo che il mio regista preferito è Sergio Leone e che il mio film preferito è C'era una volta in America . La locandina di C'era una volta in America In questo articolo cercherò di fornire una spiegazione più o meno soddisfacente di due problemi ancora irrisolti di questo film: il rapporto tra Max e Noodles - i protagonisti, per chi non lo sapesse - e il mistero della scena finale. Il secondo, per quanto ne so, è del tutto originale; ma nel caso mi sbagliassi, vi prego di segnalarlo tra i commenti. Attenzione che l'articolo è pieno di spoiler: se ne sconsiglia la lettura a chi non ha visto il film. MAX E NOODLES Che il rapporto tra Max e Noodles vada ben oltre l'amicizia è una faccenda chiara a tutti. Quelli che osano direbbero che si tratta di un rapporto omoerotico platonico; e sarebbero assolutamente nel giusto. Quelli che osano un po' di più (e io sono tra questi) direbbero che Max ha una ...
Lupo Solitario (in originale Lone Wolf ) è una serie di trenta librogame scritta da Joe Dever e terminata, dopo la sua morte, dal figlio Ben e da Vincent Lazzari , che si sono mantenuti virtualmente fedeli agli appunti di Joe. La Vincent Books ha il merito di averli ritradotti in italiano, e di averli resi facilmente disponibili in libreria. L'apparato strutturale, la grafica, la copertina si segnalano per una notevole cura, quella che conferisce all'oggetto-libro la sua normale bellezza: sono molto diversi dai vecchi librogame che circolavano quando ero piccolo e prima che nascessi, alti e sottili, con bande di colori sgargianti, che cercavano in tutti i modi di segnalarsi come prodotti per bambini. Giustissimo aver restituito dignità al mezzo, e di questo siamo grati alla Vincent Books. Andate a cercarla se volete iniziare le avventure di Lupo Solitario, o se più in generale volete conoscere una Casa Editrice che offre prodotti di qualità. Ora, cos'è un librogame? ...
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