La donna prodigio


Ogni volta che guardo un cinecomic mi preparo a una nuova, cocente delusione. Alcuni cinefumetti sono buoni, anzi molto buoni, lo so: i primi due Superman, i Batman di Burton, gli Spider-Man di Raimi, Il Cavaliere Oscuro di Nolan, il primo The Avengers firmato Whedon e l'Ant-Man di, possiamo dirlo? sbagliamo? Wright. Persino l'ultimo Spider-Man: Homecoming non era per niente male. Sono questi esempi di qualità di cosa possa essere il cinefumetto, a metterci un po' di cervello, un po' di mestiere e un po' di passione. Ma non posso negare che la maggior parte dei cinefumetti anneghi nella propria stessa melma.
Qualche giorno fa ho visto Wonder Woman. Non sono riuscito ad andare al cinema, quindi ho aspettato che le edicole si riempissero del DVD. E Wonder Woman mi è piaciuto. È  un film con dei cattivi da operetta, con piani malvagissimi ma senza particolari motivazioni, pieno di cliché (ma davvero tanti), di parentesi comiche pochissimo riuscite, e di colpi di scena telefonati. Ma è anche un film che, nei suoi momenti migliori, attraverso gli occhi innocenti di Diana di Themyscira, Principessa Guerriera delle Amazzoni, riesce a mostrarci con sincerità quel qualcosa che è al centro della figura originale del supereroe, più in Superman che in Wonder Woman, ma che i film di Superman di Snyder avevano del tutto mancato di rappresentare: la compassione per l'essere umano.


Diana non ci deve niente. Parlo di noi umanità. Diana fa parte di una civiltà chiusa e autosufficiente, una civiltà perfettamente felice. Ma una volta che le vengono mostrate le tragedie del mondo lei, una dèa, non può rimanere indifferente. Per giustizia, per senso del dovere, e sopratutto per la compassione che noi le suscitiamo - un sentimento che non ci sminuisce, cristianamente, ma che nobilita lei - combatte le nostre battaglie per salvarci.
Wonder Woman non è un film perfetto. Ma in certi momenti, come quando Diana decide di uscire dalla trincea e andare a liberare il villaggio dietro le linee nemiche tedesche, sia per l'ottima regia, sia per la bravura di Gal Gadot interprete, sia per il background creato fino a quel momento, sembra davvero di capire cosa significhi essere un semplice uomo, un mortale, e trovarsi d  fianco a un supereroe... di fianco a Wonder Woman.

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