sabato 4 marzo 2017

Gli inganni di Locke Lamora, L'Ultimo Elfo, L'Ombra del Torturatore

Vivere (d)i libri è, credo, la più vecchia rubrica di questo blog, e quella che, in coscienza, non chiuderò mai. Questo perché leggo molto, e prima o poi di dire qualcosa sui libri che leggo mi viene voglia.
Gli ultimi due appuntamenti con Vivere (d)i libri sono stati articoli tematici: fumetti e libri che vorrei vedere pubblicati in Italia. Anche questo articolo sarà tematico, e riguarderà la nostra vecchia amica, la mia prima passione, la letteratura Fantasy.

GLI INGANNI DI LOCKE LAMORA
di Scott Lynch
Non so perché finora avessi evitato Gli Inganni di Locke Lamora. Il titolo mi incuriosiva e anche la trama, ma per qualche motivo lo associavo alla saga di Bartimeus di Jonathan Stroud che, odiatemi, non mi ha mandato fuori di testa. Bellissima l'idea iniziale, ma stile anonimo e svolgimento classico e noiosetto (parlo del primo libro: più in là non sono andato).
Invece Locke Lamora non è Bartimeus. Non è neanche, credo, un libro propriamente per ragazzi, vista la quantità di passaggi altamente diseducativi che offre al lettore. Ma è un libro molto ben scritto, denso di avvenimenti, con personaggi interessanti e una trama che cattura dalla prima pagina. Poi magari sono io, ma quello delle truffe è uno di quei temi (gli altri sono i viaggi nel tempo, i supereroi e il ciclo bretone) che, dove metti li metti, hai già fatto metà dell'opera nel farmi aprire il portafoglio.
Brevemente la sinossi: Locke Lamora è un ragazzo molto dotato nelle arti del raggiro e del ladrocinio. Vive nella città di Camorr, una specie di Venezia fantasy, e insieme alla sua banda, i "Bastardi Galantuomini", si ritrova immischiato in certe faccende da cui avrebbe fatto meglio a star lontano - anzi lontanissimo. Di più non dico, perché altrimenti dov'è la sorpresa, che è il cuore della letteratura delle truffe?
Libro consigliato, anzi -issimo! Non un capolavoro, certo, ma un gran bel libro. Tra l'altro, mi dicono che sia un Fantasy cappa-e-spada, un genere che io ho frequentato poco. Si rimedierà!

L'ULTIMO ELFO
di Silvana De Mari
Avevamo già parlato della De Mari qui, e in toni non troppo lusinghieri, a proposito delle sue ultime fatiche letterarie. Non abbiamo invece parlato di lei personaggio pubblico, e cioè moderno alfiere dell'odio omofobico. Oggi comunque voglio dimenticare le sue posizioni più radicali e parlare di lei com'era una decina d'anni fa. Di quello che riuscì a fare. E quello che riuscì a fare è questo: un libro meraviglioso. Un libro che ho riletto in questi giorni, e che mi sono goduto dalla prima all'ultima pagina.
Spesso, quando si tira in ballo il Fantasy italiano contemporaneo, il primo nome che ci viene in mente è Francesco Dimitri o Valerio Evangelisti. Parlo del Fantasy di qualità; altrimenti, certo, il primo nome che verrebbe in mente sarebbe Licia Troisi. Fino a qualche anno fa invece era la De Mari la miglior scrittrice Fantasy d'Italia, e L'Ultimo Elfo ne è la prova.
Anche qui, una breve sinossi. Yorsh è un bambino elfo orfano di madre, di padre e in generale di tutta la famiglia. Questo perché gli umani hanno provveduto a sterminare la sua razza. Ma Yorsh, sperduto nel vasto mondo, incontra una coppia di uomini che decide di andare oltre le apparenze e gli stereotipi di razza e di adottarlo. Il cammino di Yorsh lo condurrà attraverso la Contea di Daligar, governata dall'incarnazione stessa del male - il Giudice Amministratore - e a incontrare Erbrow, l'ultimo dei draghi.
L'Ultimo Elfo è uno di quei libri perfetti. La De Mari lascia l'High Fantasy per i capitoli successivi di questa saga (il primo dei quali si intitola L'Ultimo Orco, ed è un altro romanzo bellissimo); questo libro invece è ancora una favola, una favola cruda e piena di meraviglia, qualcosa con una morale solida e ben argomentata. La De Mari scrive un Fantasy per parlarci del nostro mondo, ma quando lo fa non è per niente pedante. Anzi. Noi ci meravigliamo insieme ai suoi personaggi, ridiamo con loro, li amiamo, e soprattutto ci indigniamo con loro di fronte alle ingiustizie.
L'Ultimo Elfo è un libro bellissimo. Un libro che consiglio a chiunque, ovunque, di leggere, e mi spiace davvero per chi deciderà di non farlo.

L'OMBRA DEL TORTURATORE
di Gene Wolfe
Qualche settimana fa leggevo questo articolo di Davide Mana, scrittore, paleontologo e titolare del blog Strategie Evolutive. Subito mi sono detto "Cos'è questa mancanza? Devo recuperare Il Libro del Nuovo Sole di Wolfe!"
Buoni propositi purtroppo caduti nel dimenticatoio. Non perché pensassi che non ne sarebbe valsa la pena - l'articolo mi aveva convinto -, ma perché sono così pieno di libri che, onestamente, sto cercando di smaltirne un po' prima di accumularne di nuovi. Pochi giorni dopo però ho letto un altro articolo, in cui stavolta Neil Gaiman, uno dei miei autori preferiti, elencava i propri libri preferiti (certo non lui in prima persona: qualcuno lo ha fatto per lui, passando da un articolo ufficiale). Proprio in cima alla lista c'era Il Libro del Nuovo Sole. Sentii che non avevo più scuse: corsi subito in libreria e ordinai L'Ombra del Torturatore.
Breve sinossi: Severian è prima un apprendista e poi un artigiano torturatore (chi l'avrebbe detto) che abita una Terra futura - Urth e non più Earth - che gira attorno a un sole vecchio e tiepido. Gli uomini hanno esplorato lo spazio e sono tornati. Il passato e le sue conquiste sembrano essere stati parzialmente dimenticati, sebbene qua e là brillino ancora sprazzi di strane tecnologie. Urth - o almeno la porzione di Urth in cui vive Severian, dato che c'è una guerra in corso da qualche parte a nord - è governata dalla figura semidivina dell'Autarca. Severian viene inviato a Thrax, la Città Senza Finestre, per svolgere il lavoro di littore (cioè boia. Sembra che Wolfe non abbia mai inventato nessuna parola per la sua saga - littore è di facile origine, e in generale quelle che derivano dal greco e dal latino sono di immediata comprensione, ma altre sono particolarmente ostiche).
Devo dirvi la verità? In fondo l'ho detta su Bartimeus, quindi più in basso di così non posso scendere. Sono rimasto parzialmente deluso dall'Ombra del Torturatore. Il libro ha una scrittura - ma forse è la traduzione, chissà - appena decente, ed è pieno di quella retorica pesante, di quella filosofia da quattro soldi, e di quei dialoghi pomposi che mi urticano. Poi è zeppo di passaggi involontariamente comici: praticamente a metà di ogni capitolo, da quando a Severian è stata regalata la preziosa spada Terminus Est, il torturatore è convinto di averla perduta in qualche modo assurdo, e se ne lamenta; e alla fine di ogni capitolo scopre che l'ha ancora con sé. La perdita e il ritrovamento della spada sono un topos, e Wolfe gioca coi topos come un gatto coi... lasciamo perdere; ma, veramente, lo schema è così ripetitivo che mi vien da ridere. E volete sapere qual è la frase più detta all'interno del romanzo? Be', c'è sempre qualcuno - non importa chi, paesano o persona istruita - che riporta un'assurda credenza popolare e poi aggiunge "ma io non credo sia così" o "ma io non lo credo", lasciando intendere che ci sia sotto qualcosa di più profondo. No, questo sarebbe troppo per chiunque!
Mi son sfogato, quindi ora veniamo alle note positive. Che ci sono, e son parecchie. Il segreto e il mistero (inteso in senso mistico) sono i punti di forza della saga: questo lo sanno tutti. E, circa quando Severian e accompagnatrice entrano nei Giardini Botanici di Nessus, l'interesse per la loro storia cresce sensibilmente e non cala più fino alla fine del romanzo. Ma il punto di svolta è ben oltre la metà del libro, e se non ci fossero stati Gaiman e, come più tardi ho scoperto, la Le Guin a incitarmi, l'avrei abbandonato molto prima.
Forse è un limite mio. Forse, a saga completata, ogni cosa andrà al suo posto, e quelle che a me paiono sciocchezze si scopriranno essere delle perle. In fondo Il Libro del Nuovo Sole, oltre a essere universalmente amato, è stato insignito di non so più quanti Hugo, Nebula, Locus e altri. Forse, come per Dune, questo non è un libro che è stato scritto per me; per come io leggo; e tuttavia è un buon libro.
Comprerò anche il secondo volume della saga, L'Artiglio del Conciliatore. Ormai la storia di Severian mi ha preso, e sono curioso di vedere come finisce; a quali misteri sarà data una soluzione, e quali invece saranno lasciati all'acume (nel mio caso, evidentemente scarso) del lettore.

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