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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

Un mondo da buttare

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Siamo sopraffatti dal consumismo [...]. Nell'uomo prevale una mentalità a tal punto nichilista da costringerlo a credere che solo adottando, in maniera metodica e su ampia scala, il principio del consumo e della distruzione degli oggetti si possa arrivare al benessere e all'esercizio della libertà.
Laddove la produzione non tollera interruzioni, le merci hanno assoluta necessità di essere consumate e, se il bisogno non è spontaneo, bisognerà creare le condizioni essenziali perché il bisogno diventi un fatto indispensabile. A ciò assolve la pubblicità, che ha la funzione di assecondare la nostra necessità di distruggere i beni. [...] In una società come la nostra, dove l'identità di ciascuno è sempre più rappresentata dagli oggetti che possiede, gli stessi devono essere sostituiti nel più breve tempo possibile con altri oggetti di migliore qualità, perché questo impone la società stessa. Ed allora il dilagare del sistema di distruzione d'ogni cosa risulta, paradossalmen…

Meglio tre parole

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Quando si scrive, una delle tante regole da tenere a mente - e scrivere è un'arte densa di regole, forse la più densa in epoca moderna - è quella che possiamo definire "della brevità". Scrivere tre parole è meglio che scriverne cinque, quando le tre parole e le cinque hanno lo stesso significato. Ma è davvero così?
Quando l'argomento è venuto fuori, in una delle lezioni di scrittura creativa, ho chiarito alla mia classe che, in quanto regola, doveva però essere usata solo come extrema ratio. Cerco di spiegarmi perché credo che, troppo spesso, il suo significato venga frainteso.

COSA SIGNIFICA 
Non so chi in origine enunciò questa regola. Sospetto che la si possa rintracciare in qualche manuale di atticismo, ma confesso che non ne ho mai letto nessuno*. Oggi comunque fa parte di quel bagaglio di massime sulla scrittura, creativa e non, che accomuna la maggior parte degli autori di professione. Il senso che se ne ricava è che uno scrittore debba essere diretto e precis…

L'Italian Book Challenge

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Èpartita da poco la seconda edizione dell'Italian Book Challenge, una sfida tra lettori a chi riesce a raggiungere la quota di 100 libri in un anno (o 35, se si sceglie la challenge di primo livello). La sfida è stata introdotta nel nostro bel paese da Serena Casini, della Libreria Volante di Lecco - che salutiamo, nel caso ci stesse seguendo.
Pur sapendo che non è tanto il numero quanto la qualità dei libri il problema, non posso fare a meno di essere contento di questa iniziativa. Noi italiani produciamo una quantità spropositata di libri (circa 66000 titoli solo l'anno scorso), ma meno della metà dei nostri compaesani legge almeno un libro all'anno. Siamo un popolo di scrittori che non leggono.
Nelle mie lezioni di scrittura creativa insisto parecchio sul fatto che, se uno decide di scrivere, prima deve aver letto moltissimo. Ma naturalmente deve leggere anche chi non ha alcuna ambizione autoriale. Bisogna leggere - bisogna! - perché è uno dei pochi metodi, nel nostro m…

Il colloquio degli uccelli

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Il remoto re degli uccelli, il Simurg, lascia cadere nel centro della Cina una piuma splendida. Gli uccelli, stanchi della loro antica anarchia, decidono di intraprenderne la ricerca. Sanno che il nome del loro re vuol dire trenta uccelli; sanno che la sua reggia è nel Kaf, la montagna circolare che circonda la terra. Si lanciano nella quasi infinita avventura; superano sette valli, o mari; il nome del penultimo è Vertigine; l'ultimo si chiama Annichilamento. Molti dei pellegrini disertano; altri periscono. Trenta, purificati dalle fatiche durate, giungono alla montagna del Simurg. La contemplano alfine: s'accorgono che essi stessi sono il Simurg, e che il Simurg è ciascuno di essi.

(Riassunto del Mantiq al-Tayr di Farin ad-din Attar)
Jorge Luis Borges, L'accostamento ad Almotasim