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Visualizzazione dei post da 2017

Psicologia delle festività

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Se avete cliccate su questo titolo, allora ho un messaggio importante per voi: smettetela di intellettualizzare e festeggiate! Potrete pensare ai perché e ai percome delle cose dopo la fine delle feste 😁
[Ne approfitto per dire che Psicologia e Scrittura tornerà col suo appuntamento settimanale dopo la Befana. E auguri a tutti!]


La vera storia di Babbo Natale: KLAUS di Grant Morrison e il Batman nordico

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Quante volte l'avete sentita, questa frase? "La vera storia di Babbo Natale". Ricordo un cartone che mandavano sempre sulle reti Mediaset durante le feste, quando io ero bambino (e che forse mandano ancora), che o si chiamava in questo modo o che di certo aveva questa tag-line. Cercatela su google: migliaia di risultati, a testimonianza di quante volte essa sia stata ripetuta.

CIONONOSTANTE
Ciononostante, per festeggiare adeguatamente il Santo Natale, ecco che mi scopro a usarla anche io. Le recensioni lunghe - che poi, lo sapete, più che recensioni lunghe sono sproloqui - su questo blog non sono mai state numerose: l'ultima risale a Quel che resta del giorno dell'allora non-ancora-Premio-Nobel Kazuo Ishiguro.
Oggi vi voglio parlare di Klaus, fumetto scritto da uno dei miei autori preferiti, Grant Morrison, e disegnato da un più che adeguato Dan Mora. Riporto la sinossi sul retro del volume nel roboante stile Panini:
BABBO NATALE... COME NON L'AVETE MAI VIST…

Il ventitreesimo arcano

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"Il ventitreesimo arcano" è il secondo racconto della saga pulp moderna di Jack Hurt, che potete trovare - completa e gratuita - su KoboStore, su AmazonKindle Store, su Google Book Store, su Mondadori Store e su Streetlib. Per ulteriori informazioni cliccate pure qui e qui e sarete rimandati agli articoli in merito. Nel frattempo, in anteprima per voi affezionati del blog, la prima immagine disponibile del ventitreesimo arcano, direttamente dal racconto di cui sopra:


Che aspettate? Fate ancora in tempo a regalarvi Jack Hurt per Natale!

Guido da Montefeltro e l'impasse comunicativo

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Da poco la pagina Facebook di Psicologia e Scrittura (iscrivetevi se ancora non lo avete fatto) ha superato i 1300 like. Che è un traguardo. Per festeggiare ho pensato di scrivere qualcosa di appropriato. Milletrecento, vediamo... la data in cui Dante compì il suo viaggio ultraterreno. Allora parliamo di Dante. Non di Dante in generale, bensì di un passo della Commedia che merita di essere trattato dal punto di vista psicologico (vien da dire tutti: ma ricordo che c'è una differenza tra psicologia in narrazione e psicologia come scienza). Parliamo di Guido da Montefeltro!


Quel povero Guido da Montefeltro che, dopo una vita di peccati come statista e stratega, vistosi "giunto in quella parte di sua etade ove ciascun dovrebbe calar le vele e raccoglier le sarte", si fa francescano, e poi si lascia ingannare da Bonifacio VIII, radice e anche fusto dei mali d'Italia, e si danna l'anima come politico fraudolento, epperciò finisce nell'ottava bolgia dell'ottavo…

Dove trovare Jack Hurt - La Prima stagione completa (libro gratis)

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A prescindere dal titolo generico, che serve come punto di riferimento a chi cercasse informazioni, a distanza di una settimana e qualche giorno facciamo il punto della situazione riguardo Jack Hurt - La prima stagione completa, l'eBook scritto da me e da altri quattro autori di cui si parlava qui, e distribuito gratuitamente perché siamo parecchio magnanimi.
Finora Jack Hurt è stato scaricato da 181 persone. Non male, per una prima produzione. Cioè, almeno credo. E sì, so che il picco di download, in questa società dell'amnesia, è proprio nella prima settimana di pubblicazione. Quindi sta a noi pompare ancora e ancora il titolo. Qui è in gioco la seconda stagione, cosa credete?
Parlo anche con te, che fai finta di niente: hai già scaricato Jack Hurt - La prima stagione completa, la raccolta di sedici racconti sull'investigatore dell'occulto omonimo? Noo? Bene, allora cosa aspetti?

Ora, tra l'altro, l'eBook è disponibile anche sul Kindle Store di Amazon. Con q…

Cori da "La Rocca", Il cristianesimo così com'è, La Bibba al rogo

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Ecco, a distanza di molti mesi, il nuovo appuntamento con Vivere (d)i libri, la rubrica che si occupa di recensioni-lampo. Da un po' di tempo a questa parte Vivere (d)i libri ha assunto una qualità, come posso dirlo, tematica: negli ultimi appuntamenti abbiamo parlato rispettivamente di libri che vorrei possedere, di fumetti e di libri fantasy. Oggi parliamo, ricollegandoci a quello che si era detto a queste coordinate, e forti del mio rinascente interesse per la religione cristiana, di libri sulla cristianità. Sperando che i nostri lettori più liberali non storcano il naso.

CORI DA "LA ROCCA"
di Thomas Stearns Eliot
Eliot è uno dei miei poeti preferiti. Nobel per la letteratura, è stato critico letterario di riconosciuta abilità, teorico della letteratura e portavoce ufficioso della cristianità ortodossa in Inghilterra. L'opera La Rocca fu scritta su commissione e rappresentata nel 1934 allo scopo di raccogliere fondi per la costruzione, guarda un po', di una nuo…

Jack Hurt - La prima stagione completa (eBook gratuito!)

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Premessa, prima di tutto. Alcuni anni fa, nell'ormai lontanissimo 2013, io e un gruppo di scrittori wannabe decidemmo di iniziare un... non chiamiamolo romanzo a puntate, ché sarebbe sbagliato, ma una serie di racconti strutturati a mo' di telefilm. I telefilm di una volta, con una forte presenza di trame verticali negli episodi e appena un accenno di trama orizzontale; quel tipo di telefilm insomma di cui non si occupa più nessuno, ma che ha accompagnato la nostra infanzia e anche la nostra adolescenza e che io mi porto sempre nel cuore. Così, per farla breve, nacque il progetto Jack Hurt, col suo blog dedicato.

Jack è un mago e un investigatore dell'occulto. Tutta la serie si configura come una lunga lettera d'amore ai telefilm e ai fumetti che adoravo quando ero ragazzo, e di cui avremo modo di parlare in seguito. Ma, a causa delle scarse visualizzazioni registrate nel blog (che è ancora online, e che potete trovare digitando jackhurt.blogspot.it), il progetto morì…

Questo è il mio BASTONE DI TUONO (2017)

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L'ho sempre desiderato. Davvero. Almeno, l'ho sempre desiderato da quando ho scoperto che esiste. Parlo naturalmente del premio col nome più bello della blogosfera, la statuetta inventata da Germano "Hell" Greco sul suo blog Book and Negative, l'immarcescibile BOOMSTICK AWARD (scritto tutto maiuscolo per far sentire la viuleensa).


Non ci sono regole per meritarsi il Boomstick, quindi non la faccio lunga: basta avere un blog "cazzuto". E a quanto pare Psicologia e scrittura lo è.
Ringrazio la sempre ottima Kara Lafayette per l'assegnazione del premio e vi invito a visitare il suo blog, che tra pause e riprese rimane tra i più interessanti della blogosfera italiana (personalmente lo apro tutti i giorni per vedere se ha pubblicato qualcosa di nuovo, che è sempre un piacere).

Ora, in quanto vincitore sarebbe mio diritto nominare altri sette blog per il Boomstick: non uno di più e non uno di meno. Sette come i giorni della settimana, gli Spiriti Celesti …

Due libri da premio Nobel

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Proprio ieri, mentre pensavo all'articolo da scrivere sul noto, notissimo falsario duecentesco Severo Arconzio (che quindi slitta, ahimè, a data da destinarsi), mi è capitato di leggere su Tuttolibri un'intervista a Eric R. Kandel. Ho quindi deciso di trasformare questo post in una segnalazione di due suoi libri che, più che consigliarvi di leggere, vi avviso che ho io intenzione di recuperare as soon as possible. A parte questo, visto che questo blog si occupa principalmente di arte e psicologia credo che possano interessare anche a voi, che ne siete i lettori. Il primo è l'ormai classico L'età dell'inconscio, l'altro il più recente Arte e neuroscienze.

L'ETÀ DELL'INCONSCIO - Eric Kandel

DESCRIZIONE: Il premio Nobel Eric Kandel usa le sue doti di divulgatore per portarci nella Vienna del Novecento, dove le figure più eminenti della scienza e dell'arte diedero l'avvio a una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di considerare la m…

Grandezza di Dante nell'immaginario collettivo

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Qualche anno fa (sette per l'esattezza, quando avevo vent'anni e il mondo mi sembrava più divertente) scrissi queste brontolose considerazioni letterarie, paragonando il nostro Dante Alighieri all'inglese John Milton, l'autore - ma già lo sapete - del Paradiso Perduto:
Milton aveva vergato, su un foglio, i vari argomenti da cui avrebbe potuto trarre un poema, e infine si era deciso per la cacciata dal Paradiso, considerandolo forse il più patetico e universale di tutti. E proprio qui, credo, sta la differenza tra questi due poeti: Milton ha dovuto elaborare i suoi versi su un canovaccio preesistente, grandioso e ampiamente conosciuto; Dante invece su uno nuovo (seppure ispirato a certi precedenti viaggi nell'oltretomba: ricordiamo Ulisse, che non poté leggere direttamente, Enea, Beda il Venerabile*...). Il personaggio Dante, al contrario del personaggio Lucifero, insomma, è creato ex novo: la sua grandezza (una delle sue grandezze) sta nel fatto che la storia di Da…

La donna prodigio

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Ogni volta che guardo un cinecomic mi preparo a una nuova, cocente delusione. Alcuni cinefumetti sono buoni, anzi molto buoni, lo so: i primi due Superman, i Batman di Burton, gli Spider-Man di Raimi, Il Cavaliere Oscuro di Nolan, il primo The Avengers firmato Whedon e l'Ant-Man di, possiamo dirlo? sbagliamo? Wright. Persino l'ultimo Spider-Man: Homecoming non era per niente male. Sono questi esempi di qualità di cosa possa essere il cinefumetto, a metterci un po' di cervello, un po' di mestiere e un po' di passione. Ma non posso negare che la maggior parte dei cinefumetti anneghi nella propria stessa melma.
Qualche giorno fa ho visto Wonder Woman. Non sono riuscito ad andare al cinema, quindi ho aspettato che le edicole si riempissero del DVD. E Wonder Woman mi è piaciuto. È un film con dei cattivi da operetta, con piani malvagissimi ma senza particolari motivazioni, pieno di cliché (ma davvero tanti), di parentesi comiche pochissimo riuscite, e di colpi di scena…

Manifesto della psicoantropologia...

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... o dell'antropopsicologia?
Ebbi modo, qualche tempo fa, di scrivere sul blog a proposito della psicologia e dell'antropologia:
Se dovessi distinguere il campo d'indagine di queste due discipline, purtroppo studiate separatamente, direi che se l'antropologia studia cosa sia l'umanità, allora la psicologia studia cosa sia l'uomo. Ecco, voglio seguire questo mio pensiero. La psicologia si occupa di studiare l'individuo, o le relazioni affettive o sociali instauratesi tra gli individui*; l'antropologia (quella che qui io intendo per "antropologia" non è, limitatamente, l'antropologia di stampo medico. Piuttosto sono le scienze demo-etno-antropologiche) si occupa dei gruppi di individui in quanto manifestazioni - la definizione è coraggiosa, e temo debole - dell'umanità. Ho già detto che brutta abitudine sia studiare indipendentemente queste discipline, quando esse sono invece così legate, come di certo chiunque può rendersi conto.
La div…

Posso parlare di ciò che non conosco?

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La prima regola della scrittura, a detta di tutti, è "parla solo di ciò che conosci"*. Be', non è esattamente la prima, ma di certo è sul podio. Molti scrittori ne derivano la massima di dover parlare solo della propria quotidianità, più o meno romanzata, e di dover scrivere personaggi a loro volta scrittori, o aspiranti tali. In verità la regola ha un significato leggermente più comprensivo: significa che, se finite per parlare di cose che non conoscete, allora dovete fare delle ricerche finché non le conoscete a menadito. Leggete libri, giornali, cercate persone che ne sanno qualcosa e intervistatele. Se scrivete di un pescatore dovete sapere come si pesca, cosa si pesca e possibilmente parlare prima con qualche pescatore di vecchia data. Questo a meno che voi non siate a vostra volta dei pescatori: cosa che, ovviamente, garantisce in modo automatico che queste tre condizioni siano soddisfatte.
Io faccio ricerche. Faccio un sacco di ricerche. Quando pensavo di scriver…

Attraverso uno specchio, in un enigma

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Di nessuna grande verità lo spirito medievale era tanto convinto quanto delle parole di San Paolo ai Corinzi: Videmus nunc per speculum in aenigmitate, tunc autem facie ad faciem. Il Medioevo non ha mai dimenticato che qualunque cosa sarebbe assurda, se il suo significato si limitasse alla sua funzione immediata e alla sua forma fenomenica, e che tutte le cose si estendono per gran tratto nell'aldilà. Questa idea è familiare anche a noi, come sensazione non formulata, quando ad esempio il rumore della pioggia sulle foglie degli alberi o la luce della lampada sul tavolo, in un'ora tranquilla, ci dà una percezione più profonda della percezione quotidiana, che serve all'attività pratica. Essa può comparire talora nella forma di una oppressione morbosa che ci fa vedere le cose come già impregnate di una minaccia personale o di un mistero che si dovrebbe e non si può conoscere. Più spesso però ci riempirà della certezza tranquilla e confortante che anche la nostra esistenza par…

Etica e morale a Nazareth

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Ogni tanto torno con la memoria ai tempi felici dell'università, che poi tanto felici non erano, e mi capita di pensare a una certa lezione di criminologia a cui partecipai durante il mio quarto anno. Quel giorno il nostro professore - ho avuto la fortuna di studiare con Adolfo Ceretti - ci domandò che cosa pensassimo della pena di morte. La lezione si svolse come un dibattito. La classe era divisa tra studenti di psicologia e giuristi, ma non mi pare che questa divisione corrispondesse a una divisione ideologica, e i pro e i contro si distribuivano equamente tra i due schieramenti. Ora, la discussione procedeva tra alti e bassi, quando un mio collega della Facoltà di Psicologia, contrario alla pena di morte, tirò in ballo il nome di Gesù Cristo. Subito l'aula venne giù per i fischi.


Ciò che in quel momento i miei compagni non sono riusciti a fare è stato scindere l'idea di Gesù da quella di cristianesimo. Ed essendo in Italia, tutti gli studenti tendono a essere abbastanza…

Sei un cattivo scrittore se

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Si sa: le librerie italiane, che siano fisiche o digitali, hanno ormai gli scaffali pieni di romanzi spazzatura. Per ogni Virginia Woolf dell'Einaudi ci sono dieci, venti Stephanie Meyer della Fazi. Credo che questo semplice fatto sia vero oggi come era vero cinquant'anni fa, ma il self-publishing, le strategie poco lungimiranti delle Case Editrici, e lo spazio che sono riusciti a ritagliarsi autori oggettivamente illeggibili grazie al web, rende la consapevolezza più acuta oggi che in passato. WattPad ha permesso ad aborti letterari come After, My dilemma is you e altri (romanzi al cui confronto la saga di 50 sfumature sembra un Thomas Hardy) di raggiungere il cuore di una legione di praticamente analfabeti, e di fatturare cifre esorbitanti una volta pubblicati da C.E. che, per non fallire, sono giocoforza costrette a curare l'edizione cartacea di volumi che in passato non avrebbero neanche usato per fissare i tavoli traballanti.
A questo punto il modo migliore per impedi…

Una poesia che ami

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Il Proemio del Waif di Longfellow, nella traduzione di Ettore Bonessio di Terzet:

Il giorno è finito, e il buio cade dalle ali della Notte come piuma persa da Aquila in volo.
Vedo le luci del villaggio brillare tra pioggia e nebbia, e un senso di tristezza mi stringe, e la mia anima non sa più resistere;
un senso di tristezza e nostalgia, che non è simile al dolore, solo gli rassomiglia come fra loro pioggia e nebbia.
Vieni, leggimi qualche poesia, qualche canzone semplice e sincera, che plachi la pena del cuore, e disperda i pensieri del giorno.
Ma lascia i grandi maestri antichi, e i bardi sublimi, i cui remoti passi echeggiano lungo le vie del tempo.
Lasciali, perché, accenti di musica guerriera, i loro possenti pensieri evocano la pena del vivere e l'infinito travaglio; e stanotte io voglio riposare.
Leggimi qualche oscuro poeta, i cui canti vennero dal cuore, come pioggia da nube estiva o lacrime dal ciglio;
qualche …