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Visualizzazione dei post da 2015

Parlando di Jung e di Sabina Spielrein

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Centoundici anni fa, nel 1904, Sabina Spielrein, diciannovenne russa di origini ebree, incontra in clinica un giovane Carl Gustav Junggià infatuato delle teorie freudiane. Sabina è internata con una diagnosi di isteria, categoria-ombrello che all'epoca abbracciava pressapoco ogni manifestazione di disturbo psichico femminile. Jung decide di sottoporla alla terapia psicoanalitica sviluppata fino a quel momento da Sigmund Freud, qualcosa che potremmo chiamare, senza paura di essere smentiti, "the talking cure". Un anno dopo la Spielrein viene dimessa, si iscrive alla facoltà di medicina e studia psicologia. Trasferitasi a Vienna, entra in contatto con lo stesso Freud (che ne riconosce l'influenza sulla psicanalisi nel suo libro Al di là del Principio di Piacere) e diventa membro della Società Psicoanalitica. In seguito torna nella madrepatria e diventa direttrice di un asilo, l'Asilo Bianco, in cui può applicare le sue idee sull'insegnamento, sulla creatività …

Il Giubileo e la nascita del Purgatorio

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Chi ha sentito Paolo Poliaffermare, peraltro con una certa convinzione, che il Purgatorio,come luogo, sia stato inventato da Papa Bonifacio VIIIin occasione del primo Anno Giubilare del 1300? Io sì. Ma mica ne sono sicuro. Aggiungeva poi che Dante, che già aveva i suoi piani per comporre la Commedia, fosse stato costretto da questa teologica rivoluzione ad aggiungere una terza Cantica al suo lavoro. Ma vi sembra?
Devo aver capito male io. Ricordo distintamente un sogno, o meglio una visione (nel mondo antico questi due concetti si equivalgono), di un morto tornato in vita, e trascritta da Beda il Venerabile in non so più che lavoro, ma probabilmente nella sua Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum. (Cerco di fare le citazioni a memoria: è un po' un esperimento psicologico, ma mi rifaccio anche all'esempio di Chesterton, che quando ha scritto i suoi capitoli sui grandi letterati d'Inghilterra ha citato tutte le poesie a memoria, e infatti nessuna si è salvata. Ci pesa un p…

I meglio articoli (Ottobre - Novembre 2015)

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Oggi si inaugura una nuova rubrica di Psicologia e Scrittura,in cui si parlerà, metaletterariamente o metainternettamente, del blog stesso: dei suoi articoli, della sua storia e del riscontro ottenuto dal pubblico.
Iniziamo subito.
Oltre che psicologo, io sono anche scrittore - nel senso di "persona che è usa a scrivere". Quindi i tempi e le dimensioni del blog sono una tortura, per me: sfornare (almeno) due articoli a settimana, e mai troppo lunghi, tende ad appiattire su un livello piuttosto basso la qualità del mio lavoro. Per questo credo che per un po' diminuirò i ritmi di produzione sul blog. Meno contenuti, ma almeno respiro ˄___˄ In questa rubrica, a uso interno, stilerò comunque un elenco degli articoli megli (o meno peggi) che ho realizzato nell'arco di un mese (circa). Giusto per essere chiari. Sarà inoltre aggiunto il TAG I Meglio Articoli a ognuno dei suddetti, sperando che il lettore occasionale ci incappi e legga solo quelli. In questa rubrica terrò …

Vivere (d)i libri (ottobre - novembre 2015)

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"La vita è quella cosa che capita mentre tu stai leggendo".  (cit. una mia amica)
Questo spazio è dedicato a una breve rassegna dei titoli che ho letto nel corso dell'ultimo mese. Non saranno tutti quelli che ho letto, e non ripeterò quelli di cui ho già parlato in vecchi articoli... sono solo quelli che, vuoi per questo vuoi per quest'altro motivo, mi hanno ispirato almeno (o soltanto) due righe di commento. Condivisibili su internet.

(Oh, io leggo e rileggo in continuazione, quindi non venite a rompermi la favijperché quello è un capolavoro, come non l'hai mai letto, David Foster Wallace o morte, chiudi il blog.)

Questa rubrica è antologica: chiunque può leggere la recensione che gli interessa e saltare tutte le altre. Adesso vi lascio e buon divertimento!

HANIA - IL REGNO DELLE TIGRI BIANCHE Iniziamo le rec. con questo rec.ente fantasy nostrano.
Prima di partire voglio che sia chiaro che considero la De Mari, l'autrice, una persona straordinaria: è un medi…

Breve storia del perché vorreste fare psicologia

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A settembre i cancelli di Isengard si aprono, e risalendo dalle buie caverne sotto Orthancsfilano, fianco a fianco con montanari barbuti e viscidi Orchetti, migliaia di mostruosi Uruk-Hai. Appartengono a una razza nuova, nata sotto l'egida della Mano Bianca, maligna come un Orchetto e resistente come un Uomo, e desiderosa di portare la distruzione nel mondo degli Uomini. Come? Nel modo più facile. Dirigendosi alle segreterie delle università di tutta Italia per iscriversi a Psicologia.

Forse gli Uruk-Hai vogliono aiutare il prossimo. Si sentono guaritori feriti, tanti piccoli Chirone, o hanno il complesso del salvatore, e insomma credono di potercela fare. Credono di poter rendere il mondo un posto migliore.

Nulla di male, per loro, se prima dei trenta arrivano a patti con la realtà, e capiscono che cara grazia a dare a qualcuno una mano a tirare avanti, altro che salvare il mondo.
Forse però vogliono aiutare sé stessi. Huruk-Hai pieni di problemi, con madri distanzianti e padr…

Il Manoscritto Voynich

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Oggi su Psicologia e Scrittura si parlerà del Manoscritto Voynich. Il testo prende il nome dal suo scopritore ed è redatto in una lingua sconosciuta. Ha ispirato, tra le altre cose, quel Codex Seraphinianus di cui abbiamo discusso un po' di tempo fa. Già impenetrabile all'acume del famoso Athanasius Kircher, il Manoscritto Voynich rimane a oggi intradotto. Strano, a pensarci, perché Kircher aveva fatto proprio un bel lavoro sui geroglifici egizi, ed era riuscito a sbagliare praticamente tutto quello che c'era da sbagliare... credeva che a ogni geroglifico corrispondessero uno o più significati simbolici. L'egizio sarebbe stato quindi una scrittura ideativa, nel senso che si estrapolava l'idea dall'immagine raffigurata; che non è poi una stronzata totale, stando alla lezione di Crombette o alla probabile derivazione originale, ma che ignora il fatto che i caratteri veicolano anche e soprattutto un suono fonetico. E quindi da un cartiglio con un nome qualunque i…

Ottantasette e non sentirli: auguri a Topolino

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La settimana scorsa Topolino ha compiuto i suoi 87 anni. Un numero poco felice da festeggiare, io comunque dopo i 25 avrei smesso, ma è uscita lo stesso la storia commemorativa.

Topolino 3130 ospita la bellissima storia in due parti dall'accattivante titolo Tutto Questo Accadrà Ieri (beccatevi il video, miei ignoramus), forse la più bella sul Topo che io abbia letto dai tempi de L'Inferno di Topolino. Per dire. Tanto bella che ci ho dovuto anche scrivere un articolo. In questa avventura Topolino affronta un viaggio nel tempo (a bordo del marchingegno temporale di Zapotece Marlin - sì, ci fanno un rapido cameo anche loro) e incontra il se stesso delle origini. Una scusa per presentarci Topolino all'alba della sua vita editoriale, nel lontano 193..., e farci venire le lacrimucce? Sì, ma anche altro. La storia infatti, a leggerla, non risulta solo un pretesto per celebrare il compleanno del Topo: è anche qualcosa di godibile in sé. Innanzitutto si comincia con un mistero mis…

"Cosa fai?" "Lo psicologo." "Sì, ok, ma di mestiere?"

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Questo post è per voi, o giovan(n)i ignoramus che state pensando di iscrivervi alla Facoltà di Psicologia. Per darvi un'idea della situazione che c'è là fuori, finché siete in tempo. Qualche giovedì fa, alla mia ex Università, si è celebrato l'empia Giornata della Carriera, con tanto di pentacoli disegnati col sangue in Aula Magna, candele di cera umana e sacrifici ad As-un-Zyon, il Grande Antico preposto al lavoro interinale.

La Giornata della Carriera (o Career Day) è quella cosa che, se avete studiato psicologia, avrete di certo evitato una volta o l'altra. Ma a questo punto, arrivati alla fine dei vostri cinque anni, a metà del vostro tirocinio post-lauream obbligatorio e guai a non farlo, forse vi vien pure la voglia di dare un'occhiata, stamparvi una ventina di curriculum e lasciarli qui e là, si sa mai. In fondo prima o poi dovrete lavorare anche voi. Scoprirete però - ma ve lo dico io adesso, così facciamo prima - che non è mica vera questa cosa che dovre…

Svelato il segreto per diventare grandi scrittori

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Questo articolo completa l'altro uscito sul blog qualche settimana fa, che potete trovare a questo link. Lì avevo discusso, in linea generale, i motivi per cui al pubblico italiano la Fantasy/Sci-Fi non piace, e quelli per cui invece le dovrebbe piacere. L'argomento mi sta a cuore perché lo reputo un genere particolarmente bello, se scritto al meglio. Un genere che può parlare della natura umana meglio di qualunque altro. E invece lo si vede quotidianamente insozzato, e non solo da critici di belle speranze, ma anche dai suoi stessi scrittori: scrittori che dire mediocri è tanto, e che dovrebbero fare un passo indietro, riconoscere i propri limiti, e cercare di migliorarsi prima di pubblicare.


Non è vergognoso non essere degli scrittori, al giorno d'oggi, anche se tutti sembrano convinti del contrario. È vergognoso pubblicare opere al di sotto di un livello minimo di decenza. Questo articolo è indirizzato a tutti quegli scrittori fantasy che lo fanno, a tutti gli aspiran…

Froutterismo e tram-tram quotidiano

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Quando dico alla gente che il froutterismoè una parafilia, cioè quella che un tempo veniva chiamata perversione sessuale, c'è sempre qualche simpaticone che mi chiede se si tratta di feticismo per la frutta.

No. Il froutterismo è quella particolare parafilia di chi ottiene piacere sessuale strusciandosi addosso a degli sconosciuti.
Come tutte le parafilie, tratti di froutterismo sono presenti in ognuno di noi. In chiunque abbia una vita sessuale normosviluppata, cioè. Una pratica non-penetrativa, che si chiama per l'appunto frottage, di cui nessuno si stupisce, a sentirne parlare, riguarda proprio lo strofinare una zona erogena sul corpo del partner. Anche vestiti, la sensazione è piacevole, e spesso, nel caso di soggetti maschi, viene seguita da un orgasmo. Quindi, posto il frottage, cosa rende la pratica del froutterismo patologica? Come tutte le parafilie, è essenzialmente il carattere pervasivo e monopolizzante del fenomeno che ci porta a pensare che sia patologico. Una p…