lunedì 2 gennaio 2017

Così vasto e intenso

William Butler Yeats, Premio Nobel per la Letteratura nel 1923, è stato un noto occultista, un altrettanto noto studioso e forse il poeta più dotato del suo tempo - sicuramente il più dotato d'Irlanda. Nel suo libro Il Crepuscolo Celtico compila un ampio catalogo di storie fatate. In appendice, nell'edizione in mio possesso, viene inclusa una recensione di Beside the Fire del Dottor Hyde - un tempo parte integrante della raccolta -, in cui Yeats discute da un punto di vista generale i racconti di fate. I racconti di fate, inutile dirlo, oggi sono ascritti al genere della Fantasy. Di seguito lascio la parola a Yeats (questo articolo fa parte della serie Ma gli italiani sognano pecore realiste? in difesa della Fantasy):
Ecco finalmente un universo in cui tutto è così vasto e intenso da poter soddisfare le emozioni dell'uomo. Certamente storie simili non sono un'analisi critica della vita, ne sono piuttosto un arricchimento, perciò hanno una più stretta affinità con Omero di quell'ultima recente e invero ammirevole fase del libro "che ti migliora", un dramma sociale di Henrik Ibsen. Essi vivono un'esperienza vera, non mentale, e fanno apparire il nostro mondo di tavoli da tè una ben misera penombra.

Yeats conclude il ragionamento con parole di fuoco che forse erano vere ai suoi tempi, ma che lette oggi, in Italia, in un clima avverso al fantastico, sembrano solo tragiche speranze di qualche lettore o di qualche scrittore che non ne può più dell'offerta libraria contemporanea.
[...] Ci siamo stancati di accordare i nostri violini allo sferragliare delle nostre pesanti catene, e le deponiamo felici per ascoltare chi ci racconta di uomini antichi centinaia d'anni e in una gioia senza fine.
Che è esattamente il pensiero che avevo in mente mentre scrivevo Galvano. Speriamo ora che qualche editore sia dello stesso avviso.
...

Qui di seguito il video con The song of Wandering Aengus di Yeats letta dal bravissimo Michael Gambon. Ve la lascio come regalo per queste feste. Buon anno a tutti, Veri Credenti!


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