giovedì 25 agosto 2016

Cosa leggo questa settimana - Sammer Edìscion

Mantengo la promessa di scrivere post veloci fino a vacanze finite. Tranne, certo, quando non la mantengo. Quindi ecco a voi i miei post veloci preferiti - a parte le interviste e le citazioni, ché in quelle lavorano tutto gli altri e io sto lì a prendermi la gloria. Comunque non sto a dilungarmi, che sono gli ultimi giorni di vacanza e abbiamo tutti di meglio da fare.
Le impressioni di letture in itinere di questa settimana sono:


Ho finalmente iniziato il primo libro di uno dei cicli fantascientifici più osannati di tutti  i tempi: Dune, vincitore del Premio Nebula e del Premio Hugo - mica baggianate. Mi era stato presentato come il capolavoro della fantascienza filosofica, ma, a dire il vero, dopo aver letto Dick, Lem e il Ciclo dell’Ecumene della Le Guin, questa sua filosofia mi sembra un po' ingenua, di quella che potrebbe inventare un ragazzo un po’ esaltato. Da questo punto di vista (salvo miglioramenti man mano che scorrono le pagine) personalmente lo boccio. Lo stile d’altra parte è scorrevole, anche se la trama avrebbe beneficiato di qualche spiegone in meno, e finirò di leggerlo con piacere. Vedrò invece se iniziare gli altri, che mi assicurano essere superiori. Si sente che l’universo è stato finemente (e assennatamente) progettato da Herbert prima di iniziare a scrivere: cosa che invoglia la lettura.

Da tempo volevo leggere qualcosa del collettivo Wu Ming: un po’ perché alcuni me ne avevano parlato benissimo, un po’ perché alcuni me ne avevano parlato malissimo, e un po’ perché ero curioso di vedere il risultato di uno sforzo a dieci mani. La madre di una mia amica mi ha prestato questo libro e… mi sta piacendo. Non è uno stile che io adotterei, ma mi sta piacendo. Non ho molto altro da dire perché è la prima volta che affronto una loro opera, ma… sì, direi che ve la consiglio. Se volete una lettura leggera, che scorra, con uno sfondo storico avvincente (Venezia e Impero Ottomano alla vigilia e subito dopo la Battaglia di Lepanto), Altai è una buona scelta.

Ѐ la terza volta che leggo Il Vecchio e il Mare. Ogni volta la sua perfezione mi sorprende e commuove. La prosa calma, precisa, la forza della trama e dei personaggi lo conferma, per usare le parole di Faulkner, “il libro migliore tra quelli scritti da tutti noi, intendo dire dai suoi e miei contemporanei”.
Leggetelo, se ancora non lo avete fatto! Eh!

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