lunedì 21 marzo 2016

Marco Redaelli, o dello scrivere un romanzo

Eccoci al secondo appuntamento con le interviste psicologiche (per sapere cosa sono e leggere la prima, cliccate qui). Stavolta, dopo una psicologa-pittrice, sul blog ospitiamo uno psicologo-scrittore, il Dott. Marco Redaelli, che ci parlerà di narrativa di prosa e di romanzo. Quindi basta con le chiacchiere e via con l'intervista!


L'autore e il suo spleen
Innanzitutto volevo rassicurarti: non ti farò quelle domande stupide che si fanno sempre agli scrittori, come "Perché scrivi?" o "Da dove trovi le idee per le tue storie?". Cominciamo piuttosto a parlare di quando hai iniziato a scrivere: quanti anni avevi, qual è stata la tua prima storia...
La risposta in realtà è abbastanza noiosa. Avevo undici anni, ero al centro commerciale e mi annoiavo a morte. Allora ho pensato di inventarmi una storia per passare il tempo: era una storia copiata da tutti i libri e i cartoni animati su cui avevo messo le mani fino a quel momento. C’erano pirati, prescelti, spade magiche e draghi. Era una storia banalissima, ma era mia. Tornato a casa mi sono messo a scriverla. Ho scritto centinaia di pagine prima di rendermi conto che era monnezza. Ho cestinato tutto e sono ripartito da capo, ma nel frattempo avevo imparato due o tre cosine utili.

Tu sei laureato in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Educativi. I tuoi studi nel campo della psicologia hanno influenzato in qualche modo la tua scrittura?
Assolutamente sì! Credo che mi abbiano portato a dare più attenzione al modo in cui costruisco i personaggi. Chi è il mio personaggio? Cosa pensa? Perché è diventato così? Sono i personaggi che muovono le mie storie, e sono anche la cosa che mi interessa di più raccontare. Cerco sempre di fare attenzione sia alle emozioni che provano in un determinato momento sia ai loro desideri.

Parlaci del tuo ultimo lavoro (di scrittura).
L’ultimo romanzo che ho pubblicato si intitola Una Fiaba d’Inverno [qui il link per l'acquisto. NdPsicologiaeScrittura], ed è edito dall’Associazione Culturale I Doni delle Muse. È un romanzo che si ispira  alle leggende popolari e alle fiabe di tutto il mondo: racconta di un ragazzo che per realizzare un desiderio perde la sua umanità, e del viaggio che deve compiere per ritrovarla. È una storia che parla di magia, di neve, di folletti e di noci, ed è tutta ambientata a cavallo fra il mondo reale e il mondo delle fate, dove la magia corre libera e ogni patto è per sempre vincolante. Mi sono divertito a riprendere i lati più oscuri delle fate per tratteggiare i miei personaggi, e ancora di più a rendere la storia di ciascuno di loro una storia di crescita.

A cosa stai lavorando adesso (idem)?
Al momento sto lavorando a tre progetti! Non dedico a nessuno di loro nemmeno la metà del tempo che meriterebbero, ma piano piano ognuno di loro sta prendendo forma.
Copertina di Una Fiaba d'Inverno
Il primo è un libro illustrato (da Martina Sesti, che è un’illustratrice bravissima [qui il link per la sua pagina ufficiale Facebook. NdPsicologiaeScrittura]!) per bambini dai 3 ai 6 anni e che parla della paura. Che cos’è? Come si manifesta? Come fare quando si ha paura? La mia tesi di laurea magistrale riguardava i bambini in età prescolare e le loro emozioni, e ho deciso di sfruttare quello che ho imparato per scrivere questo libro.
Sto inoltre collaborando alla stesura di una sceneggiatura su un film che parla di solitudine, e parallelamente sto scrivendo un romanzo che racconta di fantasmi e di storie d’amore finite male.

Quindi perché scrivi?
Beh, perché no? Scrivere mi fa sentire bene. È bello costruire le trame delle storie, lavorare alla crescita dei personaggi, pensare ai dialoghi. Scrivere mi permette sia di comunicarmi agli altri che di capirmi meglio, è uno strumento di autoanalisi potentissimo.

Da dove trovi le idee per le tue storie?
Ho un troll che vive sotto al mio letto, per quanto la cosa sia fastidiosa e poco igienica. Alla fine di ogni giornata gli racconto quello che ho fatto e lui in cambio mi racconta una storia. Prendo un po’ delle storie che racconta lui, un po’ di quelle che vivo io, le mischio e ne tiro fuori qualcosa di nuovo che poi vado a scrivere.

Vuoi dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori che ci stanno seguendo? E agli aspiranti psicologi?
Mi considero io stesso aspirante scrittore e aspirante psicologo, quindi non sono nella posizione migliore per dar consigli! Agli scrittori auguro di leggere molto, scrivere molto e sopratutto di divertirsi un sacco mentre lo fanno. Agli psicologi di tenere duro.

Ti ringrazio per la tua disponibilità, e ti auguro di realizzare presto tutti i tuoi progetti. Arrivederci!
Grazie a te, alla prossima!

Freud approva questa intervista
A tutti i nostri lettori consiglio il romanzo di Marco, Una Fiaba d'Inverno (qui vi ripeto il link all'acquisto, casomai vi prendesse la voglia). Contiene alcuni passaggi splendidi, e alcuni personaggi indimenticabili. Piuttosto che spendere quei quindici euro per l'ennesimo distopico adolescenziale, io comprerei questo libro senza pensarci due volte. Anzi, io l'ho già fatto ^__^
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