martedì 15 dicembre 2015

Il Giubileo e la nascita del Purgatorio

Chi ha sentito Paolo Poli affermare, peraltro con una certa convinzione, che il Purgatorio, come luogo, sia stato inventato da Papa Bonifacio VIII in occasione del primo Anno Giubilare del 1300? Io sì. Ma mica ne sono sicuro. Aggiungeva poi che Dante, che già aveva i suoi piani per comporre la Commedia, fosse stato costretto da questa teologica rivoluzione ad aggiungere una terza Cantica al suo lavoro. Ma vi sembra?

Devo aver capito male io. Ricordo distintamente un sogno, o meglio una visione (nel mondo antico questi due concetti si equivalgono), di un morto tornato in vita, e trascritta da Beda il Venerabile in non so più che lavoro, ma probabilmente nella sua Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum.
(Cerco di fare le citazioni a memoria: è un po' un esperimento psicologico, ma mi rifaccio anche all'esempio di Chesterton, che quando ha scritto i suoi capitoli sui grandi letterati d'Inghilterra ha citato tutte le poesie a memoria, e infatti nessuna si è salvata. Ci pesa un po' il culo andare a controllare.)


Gilbert Keith Chesterton, che a scuola non ricordava San Martino
neanche dopo che gliel'aveva cantata Fiorello
Nella visione trascritta da Beda si parla di un luogo che pareva l'Inferno, ma che non era l'Inferno; e di un altro che pareva il Paradiso, ma che non era il Paradiso. Dalle spiegazioni di quello che ci piace pensare fosse un Angelo, par proprio che fosse il Purgatorio. E non mi si dica che Dante questo Beda non lo conosceva, perché lo infila quasi di straforo nel Paradiso. Nonmelosidicamica.


Moebius disegna Dante

Qui Beda, Santo e Doctor Ecclesiae, ci ha perlomeno dimostrato che il concetto di Purgatorio esisteva già prima di Dante e del 1300. Lo stesso Tommaso d'Aquino ne parla; e anzi, se non mi sto confondendo, anche il maestro di lui, Alberto Magno (ma qui ho controllato, prima di scriverlo). Per questo non capisco proprio l'affermazione di Poli... A meno che non intendesse dire che Bonifacio VIII avesse diffuso l'idea di Purgatorio, prima solo appannaggio di pochi studiosi, anche presso il volgo, per poter meglio batter cassa durante l'Anno Santo. Il che mi suona possibilissimo.

Paolo Poli
Un altro dato che non torna è quello di Dante e della riprogettazione della Commedia. Mi pare che egli inizi il suo opus magnum sui cinque anni dopo il milleetré - anno più anno meno. E già lo progetta di tre Cantiche e novantanove canti più uno: cioè il tre è un numero che torna. Quindi suona altamente improbabile che lo volesse di due Cantiche e sessantasei canti più uno, lui, il più anale dei poeti.
Ma io il mio Dante l'ho imparato al Liceo e l'ho approfondito solo saltuariamente dopo l'Università, quindi non posso giurare, perlomeno non sul progetto iniziale. Anche se, anche se.
Insomma, pare strano che proprio Poli, uomo di cultura per cui x tende a infinito, sia caduto su una simile dabbenaggine. Forse allora stava scherzando, e io, che mentre guardo la televisione son sempre affaccendato, ero distratto e non l'ho capito bene. Ma l'aneddoto è tanto curioso, e sarebbe tanto divertente se fosse vero, che chiedo anche a voi di esprimere il vostro parere, o di tirar fuori qualche dato che a me manca per venirne a capo!




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