venerdì 27 novembre 2015

Breve storia del perché vorreste fare psicologia

A settembre i cancelli di Isengard si aprono, e risalendo dalle buie caverne sotto Orthanc sfilano, fianco a fianco con montanari barbuti e viscidi Orchetti, migliaia di mostruosi Uruk-Hai. Appartengono a una razza nuova, nata sotto l'egida della Mano Bianca, maligna come un Orchetto e resistente come un Uomo, e desiderosa di portare la distruzione nel mondo degli Uomini.
Come? Nel modo più facile. Dirigendosi alle segreterie delle università di tutta Italia per iscriversi a Psicologia.

MI PARLI DEL RAPPORTO CON SUA MADREEH!

Forse gli Uruk-Hai vogliono aiutare il prossimo. Si sentono guaritori feriti, tanti piccoli Chirone, o hanno il complesso del salvatore, e insomma credono di potercela fare. Credono di poter rendere il mondo un posto migliore.

Chirone ha fatto più danni che guadagni

Nulla di male, per loro, se prima dei trenta arrivano a patti con la realtà, e capiscono che cara grazia a dare a qualcuno una mano a tirare avanti, altro che salvare il mondo.

Forse però vogliono aiutare sé stessi. Huruk-Hai pieni di problemi, con madri distanzianti e padri Stregoni Bianchi decaduti, e sperano nelle auguste aule di psicologia di trovare la soluzione a tutti i loro problemi. 
Loro, naturalmente, hanno poche possibilità di farcela, e vengono subito falciati all'impatto con la cavalleria di Rohan. O con Statistica 1.

O forse, più semplicemente, gli Uruk sono delle anime buone come me, e sperano di migliorare se stessi, di aiutare il prossimo, e insomma di diventare un po' come il Dr. Hannibal Lecter, coi suoi poteri da psicotico manipolatore e una brillante carriera da protagonista di molti film... e invece si ritrovano a essere solo dei Dott. (notate la differenza) La Qualunque che per arrivare a fine mese niente mica ci arrivano*.

Hai ripassato il tuo Bowlby, Clarice?

*Scherzo! Ci si arriva. Lo psicologo è un lavoro molto duttile, fortunatamente!
(Questo è un post tappabuchi. Spero vi sia piaciuto, ma era giusto per strapparvi un sorriso. Le energie dell'autore sono al momento concentrate su altro: ad esempio, sulla fine del suo romanzo.)
(Che romanzo? Grazie della domanda. Se ne parlerà...)

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