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Da Hogwarts a Roke: L'importanza dell'istruzione per un corretto uso della magia

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Ursula Le Guin, Ursula Le Guin, Ursula Le Guin. La geniale autrice statunitense, che da poco è scomparsa, ha scritto alcuni dei miei libri preferiti. E, dato che sono un buon amico, questi libri li consiglio sempre a tutti... Tanto li consiglio che viene anche a me voglia di rileggerli. Di recente, ad esempio, ho riletto il primo libro della saga di Terramare, il romanzo per ragazzi Il mago (in originale A wizard of Earthsea), il più bel romanzo fantasy che io abbia mai letto - dopo, forse, Il Signore degli Anelli. Ecco, a leggerlo non si può fare a meno di accostarlo a un altro romanzo che parla di un maghetto che cresce e deve affrontare le forme del maligno, e di una scuola di magia dove grandi stregoni insegnano a ragazzi avidi di conoscenze tutto ciò che sanno. Chiaro, anzi chiarissimo, parlo della saga di Harry Potter(di cui avevo brevemente scritto qui).



Ora, A wizard of Earthsea è stato pubblicato nel 1968, cioè ventinove anni prima di Harry Potter e la Pietra Filosofale, e no…

Omnia mutantur, nihil interit

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Nuovo blog, avrete visto, e nuovo layout. Un layout magico che, sì, dà a questa remota provincia del web un aspetto più professionale (e infatti anche io mi sento più professionale, e a leggere certi vecchi articoli mi vergogno di averli pubblicati, e mi riprometto di scriverne di migliori in futuro), ma che mi presenta anche una nuova interessante schiera di problemi. Ad esempio le etichette, che prima, con la loro cornucopica abbondanza in bella mostra sopra ogni pagina, servivano a mostrare l'abbondanza del blog, e che, da mappa che erano all'inizio, con la moltiplicazione degli argomenti che hanno suscitato il mio interesse (la qual cosa, ai suoi tempi, mi aveva già suggerito questo primo cambiamento), erano diventate labirinto, ma pazienza; queste etichette, dicevo, sono ora nascoste in un menu a tendina sulla sinistra della pagina. Il che, se devo essere sincero, rende sì più ordinata la home, ma non stuzzica più l'occhio del curioso che giungesse per caso o per sche…

Non è questione di chi sia più forte

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Sono anni, ormai, da quando cioè i film di supereroi hanno raggiunto il grosso del pubblico, che su internet escono a getto continuo articoli, ospitati su blog personali o veri e propri siti di informazione fumettistica, con temi sulla falsariga di "Perché Goku potrebbe battere tutti i supereroi Marvel con una mano legata dietro la schiena" o "Dieci supereroi DC più forti di Superman". E, benché queste discussioni siano divertenti in sé, quando si parla di fumetti sembrano diventate l'argomento di discussione più importante(1). Di recente, con l'aspettativa e poi il successo riscosso da Avengers: Infinity War(un film che, per inciso, io ho adorato), il protagonista di questi momenti agonistici è spesso Thanos: webcomic di Goku e Thanos che si scontrano, e articoli su personaggi che, a parere dell'autore, possono battere Thanos a braccio di ferro. Non linko niente perché non voglio far pubblicità, ma basta girare su un qualsiasi gruppo di fumettari e tro…

Di conigli, linguistica e traduzioni

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Nella postfazione al saggio J.R.R. Tolkien: La via per la Terra di Mezzo, Tom Shippey, filologo e studioso tolkeniano, scrive:

«[...] Che l'inglese sia "intrattabile" è certamente opinione comune, e il suo locus classicus in tempi recenti è probabilmente il brano tratto dai Quattro Quartettidi T.S. Eliot (1944):
Cercando di imparare a usare le parole, e ogni tentativo è un inizio del tutto nuovo, e un diverso tipo di fallimento perché si è solo imparato a trovare le parole migliori per la cosa che non c'è più bisogno di dire, o il modo in cui non si è più disposti a dirla. E così ogni azzardo è un nuovo avvio, un'incursione nell'inarticolato con equipaggiamento logoro in costante deterioramento nel generale disordine dell'imprecisione del sentimento... Si potrebbe confrontare questo testo con l'opinione espressa da Edmund Wilson nel Castello di Axel, secondo cui il significato delle parole dipende da "una ragnatela di associazioni tanto intricata…

E se fosse una persona?

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Ogni volta che si parla di uno stupro, di una violenza, di una generica ingiustizia di impronta sessista, escono sempre fuori, da esperti o meno, frasi insensibili come: "E se fosse tua madre?", "E se fosse tua figlia?", "E se fosse tua sorella?" Mi sembra di ricordare una campagna pubblicitaria che avesse uno slogan del genere, anche se al momento non riesco a rintracciarla su internet. Ecco, questo maldestro tentativo di umanizzare la vittima mi fa molto arrabbiare. Non basta esistere perché una donna abbia dignità di persona: bisogna che sia tua parente, altrimenti non conta. Che logica da tribù, anzi che logica da clan. Poi capisco che serva a spingere qualche troglodita a empatizzare con le donne, ad avvicinare il generico "donne" alle donne che lui conosce come individui, che sono della  sua famiglia, che è quindi spinto a proteggere (perché, in un certo senso, sono di sua proprietà), ma è desolante che si debba ricorrere a trucchetti che …

SUSPENSE!

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Questo articolo mi è venuto alla mente quando un'amica mi ha scritto dicendomi, ed era molto stupita, che "cracker" si scrive cracker, e lei per tutta la vita lo aveva scritto sbagliato*. Al che mi sono ricordato di un altro mio amico, che ora è avvocato, molto colto, che però era convinto che "scotch" inteso come liquore e "scotch" inteso come articolo da ufficio si scrivessero diversamente (invece è un semplice caso di polisemia come ce ne sono tanti, in italiano)**.
Probabilmente tutti abbiamo dei vuoti linguistici, delle isole sconosciute, dei flaw a volte insospettati quando si parla di grafia. Anche io, naturalmente. Ne sono sicuro perché uno di questi flaw lo conosco: per quanto ci provi a ricordarmelo, per scrivere in maniera corretta "suspense" devo sempre prima controllare sul dizionario. È più forte di me: pistola alla testa, lo sbaglierei. L'unica è imparare a conviverci. In fondo per molte lingue il rapporto grafia/fonetica …

Tre modelli di giustizia nel mondo DC

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Quando sono sotto esami aumento il consumo di fumetti. Non perché siano più leggeri, ma perché per me è una gioia leggerli - e, sotto esami, si sa, le gioie son preziose. Tra le cose che ho recuperato e ho letto con piacere c'è anche Crisi Infinita di Geoff Johns e Phil Jimenez, il sequel di quella Crisi sulle Terre Infinite che, nel 1985, rimodellò l'Universo DC e decise di prepotenza un nuovo modo di scrivere fumetti. Tra gli appunti di Johns (che, per quanto riguarda la DC, è l'Autorità indiscussa, roba che persino Grant Morrison si toglie il cappello quando passa) alla saga, ce n'era uno sugli atteggiamenti della Trinità DC (Superman - Batman - Wonder Woman: vergognatevi se non lo sapete) riguardo il supereroismo. Questo post approfondisce e cerca di generalizzare i tre atteggiamenti suddetti, riferendoli però all'ambito più universale della "giustizia". Credo che il dilemma morale per antonomasia sia il dilemma morale tra questi tre atteggiamenti: al…