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Ultime note autobiografiche

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Quest'estate, sulla pagina FB del blog, avevo provato a elencare i dieci libri più importanti, o più belli, della mia vita. Li ripeto. L'ordine non è qualitativo ma cronologico:

Il Mattino dei Maghi, di Louis Pawels e Jacques Bergier;Sandman, di Neil Gaiman (et al.);Il Cavaliere Inesistente, di Italo Calvino;Gli Invisibili, di Grant Morrison (et al.);Nove Racconti, di J.D. Salinger;Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons;Finzioni, di J.L. Borges;Altre Inquisizioni, di J.L. Borges;La Saga di Terramare, di U.K. Le Guin;La Saga di Paperon de' Paperoni, di Don Rosa. Mi ero ripromesso di scrivere un articolo all'interno del quale spendere due parole su ognuno di questi titoli, e chiedere scusa per gli altri che avrebbero meritato di essere inclusi nell'elenco ma che, per una questione legata al sistema decimale, non avevo potuto includere (Nostra Signora di Parigi, I Reietti dell'Altro Pianeta, Il Pendolo di Foucalt, Cuori in Atlantide, L'Ultimo Elfo, Peter e Wend…

Breve sopralluogo dell'Inferno

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Questo post fa parte della serie blogathon su Jack lo Squaratore organizzata da Red Jack (best nome, se siete come me e, sul vostro blog, vi firmate Jumping Jack solo perché siete arrivati secondi). 

Credo di essere stato uno dei primi a venire a conoscenza di questa iniziativa, o almeno a scegliere l'argomento: ho preso il più ghiotto, e gli altri a quest'ora si staranno mangiando le mani per essersi fatti battere sul tempo. Parlo della graphic novel (ma a me piace ancora chiamarle "fumetto") di Alan Moore ed Eddie CampbellFrom Hell.
Era il periodo in cui non avevo ancora letto tutto quello che Alan Moore aveva scritto, e potevo trovare in libreria o in fumetteria alcuni suoi lavori maggiori da godermi. Oh, tempo felice! Stavo per partire per la montagna con mio padre - sarà stato luglio - e mi ero fermato in libreria. Lì, in quel sottoscaffale che tenevano per i fumetti, l'avevo visto: nero e rosso e bianco, l'omnibus della Magic Press di From Hell. Giun…

Cose che, nonostante tutto, sono ancora attuali

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[...] Lo spettatore [televisivo] vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.
[...] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all'oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla.
In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la motodologia ovvia ed elementare: si diventa colti leggendo molti libri e ritenendo quello che dicono. Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto,…

Non sentitevi in colpa

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Si era già parlato di questo argomento a queste coordinate, ma mi sembra giusto tornarci sopra. Per mandare un messaggio a tutti quelli che si sentono inadeguati a stare nel mondo della letteratura. Questo articolo nasce dal fatto che, spesso, quando si parla di autori essenziali, di quelli che apparterebbero al Canone Occidentale se il Canone Occidentale accettasse la Sci-Fi, ecchepperò a me proprio non piacciono; ecco, allora quando si parla di loro mi sento terribilmente in colpa.
Io vorrei essere un tipo cool. Uscire coi ragazzi più grandi, che magari hanno dieci o vent’anni più di me e leggono fantascienza dal mattino alla sera, e sentirmi uno di loro. Parlare da paro a paro coi veri custodi del Fantastico in Italia. Il problema però è che non mi piacciono alcuni autori che, guai a te! sarebbe come cercare di insegnare Lettere in un liceo senza apprezzare il Manzoni (per inciso, a me invece Manzoni piace). Da qui il senso di inadeguatezza, quando mi confronto con loro sui temi de…

Cose che ci fanno tirare avanti

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Cose (belle) che mi fanno andare avanti quest’estate, in generale non così bella causa motivi lavorativi e personali. Ve le segnalo, nel caso servisse anche a voi qualcosa di bello, ma veramente bello, per poter prendere una boccata d’aria e fuggire per un attimo dal caldo asfissiante, dal lavoro, dallo studio, da una vita sentimentale meno ricca di quanto vi sareste augurati. Insomma, ecco le mie:


I fumetti di Tom Gauld, che potete trovare comodamente sul suo tumblr. Di Gauld avevo già parlato sulla pagina Facebook del blog, complimentandomi con lui per il meritatissimo Eisner Award per il miglior fumetto umoristico (Baking with Kafka). Questo autore anglosassone, pubblicato dal Guardian, dal New Yorker e dal New Scientist, minimalista nel disegno, delicato e poetico nella scrittura e nell’organizzazione delle tavole, è quasi unico nel panorama dei vignettisti contemporanei. Inoltre le sue strisce trattano di letteratura, di scrittura e di ricerca (fanta)scientifica. Cosa volete di pi…

Se ti rubano i contenuti sei tu in torto

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Internet ruba e non è un mistero. Se siete creatori di contenuti originali, qualcuno che li considera validi ve li scaricherà e poi li ricaricherà da qualche altra parte, per prendersi un po' di like, che sono la moneta dei social. Qualche mese fa io stesso ho scoperto una pagina di Psicologi che aveva caricato un mio meme originale senza segnalarmi come autore, e si era fatta così qualche migliaio di like. Il meme in questione era:

Ora, io segnalai tra i commenti che il meme apparteneva a me. Ero un po' arrabbiato, perché una pagina decisamente più grande della mia aveva "rubato" un mio contenuto e si stava ingrassando su un lavoro che, non sarà stato così sottile, ma l'avevo comunque fatto io. L'admin della pagina mi rispose gentilmente: si scusò, dicendo che il meme le era stato passato in chat senza indicazioni sulla provenienza, e subito lo corresse aggiungendoci non soltanto il nome della mia pagina ma anche il link per chi volesse iscriversi. Così si d…

La Confraternita delle Librerie

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Appartenere alla Confraternita delle Librerie (io vi appartengo da quando avevo otto o nove anni) significa essere quel tipo di persona che, quando vede una libreria lungo la strada, non riesce a resistere all'impulso di entrarci. O, se ci riesce, lo fa a prezzo di enormi fatiche.
Se anche voi fate parte di questa sublime massoneria, riconoscerete facilmente i vostri confratelli da tutta una serie di indizi. Innanzitutto, sono quelli che introducono surrettiziamente libri in ogni conversazione che intrattengono con voi. Oh, guarda, è arrivato il luna park, come in quel romanzo di Bradbury, come si chiamava? Il popolo dell'autunno. Dio, vorrei che lo ristampassero in fretta. Poi sono quelli che, ovunque vadano, in vacanza o in viaggio di lavoro o solo in giro la domenica pomeriggio, si guardano sospettosamente attorno come in un romanzo di Spillane, perché sono alla ricerca di una libreria. E quando la trovano non possono fare a meno di chiederti se ti va di fermarti un attimo,…