lunedì 11 dicembre 2017

Guido da Montefeltro e l'impasse comunicativo

Da poco la pagina Facebook di Psicologia e Scrittura (iscrivetevi se ancora non lo avete fatto!) ha superato i 1300 like. Che è un traguardo. Quindi, per festeggiare, ho pensato di scrivere qualcosa di appropriato. Milletrecento, vediamo... la data in cui Dante compì il suo viaggio ultraterreno. Allora parliamo di Dante. Non di Dante in generale, bensì di un passo della Commedia che merita di essere trattato dal punto di vista psicologico (vien da dire tutti: ma ricordo che c'è una differenza tra psicologia in narrazione e psicologia come scienza). Parliamo di Guido da Montefeltro!

[Franco Cosimo Panini Editore]
Quel povero Guido da Montefeltro che, dopo una vita di peccati come statista e stratega, vistosi "giunto in quella parte di sua etade ove ciascun dovrebbe calar le vele e raccoglier le sarte", si fa francescano, e poi si lascia ingannare da Bonifacio VIII, radice e anche fusto dei mali d'Italia, e si danna l'anima come politico fraudolento, epperciò finisce nell'ottava bolgia dell'ottavo cerchio dell'Inferno dov'è il suo posto. Non viene anche a voi da pregare, verso la fine del XXVII dell'Inferno, che San Francesco, giunto a raccogliere l'anima del suo sventurato servitore, riesca a strapparla dalle grinfie di "un d'i neri cherubini" che invece la vuol per sé, per darle fuoco in allegria in Malebolge?

Ripassiamo quel che è successo, a uso di chi - non c'è nulla di male - non ricordasse la lezione dalla scuola. Guido da Montefeltro, un tempo abile stratega e ora pio francescano - perlomeno a leggere Dante -, viene convocato da Bonifacio VIII, che proprio in quel periodo sta conducendo a Roma una guerra contro la potente famiglia dei Colonna, per ripicca che non gli aveva riconosciuta valida l'elezione*, e che si era asserragliata nel palazzo fortificato di Palestrina. Guido all'inizio è riottoso: non vuole peccare, aiutando il Papa a vincere con l'inganno contro dei buoni cristiani; ma dai e dai il Papa lo convince, offrendogli in anticipo l'assoluzione per il consiglio. Val la pena riportare le terzine del suo discorso:
[Bonifacio] poi ridisse: "Tuo cuor non sospetti;
finor t'assolvo, e tu m'insegna fare
sì come Penestrino in terra getti.
Lo ciel poss'io serrare e diserrare,
come tu sai; però son due le chiavi
che'l mio antecessor non ebbe care".
Allor mi pinser li argomenti gravi
là 've 'l tacer mi fu avviso 'l peggio.
Silvia Longhi, in un bel saggio che si intitola Reticenza, retorica astuta e retorica perversa tra le Malebolge e il Cocito**, definisce questa situazione, in cui si ritrova sfortuna sua Guido, di "doppio legame", senza però approfondirla come forse avrebbe meritato. Dice la Longhi che il doppio legame è
[...] un'illusione alternativa, perché qualunque scelta faccia il frate al bivio (ubbidire o disubbidire all'autorità del papa) sarà male.
Giusto, anzi giustissimo. Ma noi per ora chiediamoci schematicamente cosa sia il doppio legame.

La teoria del doppio legame ha una storia sua propria. Il costrutto fu formulato da Gregory Bateson, uno di quegli eroi che hanno formato il Gruppo di Palo Alto e che hanno rivoluzionato le nostre idee sulla comunicazione. Una situazione di doppio legame si ha quando, tra due interlocutori legati da una relazione affettiva importante, capita un'incongruenza tra messaggio veicolato dalla comunicazione verbale e messaggio veicolato dalla comunicazione non-verbale. L'esempio di Bateson - storico - è un bambino che cerca di abbracciare sua madre; la madre, avendolo visto, si irrigidisce tutta; il bambino si ritrae; al che la mamma lo riprende: "Non devi aver timore ad esprimere i tuoi sentimenti".
Bateson suppone che la presenza di doppi legami sia quantitativamente rilevante nelle situazioni schizofrenogene; e, sebbene il ruolo di questa comunicazione disorganizzata sia stato ridimensionato nel corso degli anni, la sua validità come costrutto è ancora forte.

Gregory Bateson
Non in una condizione psicologica di doppio legame si trova quindi Guido da Montefeltro, e perché con Bonifacio VIII, naturalmente, non ha un rapporto affettivo né molto né punto importante, e perché la comunicazione verbale e quella non-verbale di Bonifacio son tutt'uno. L'incongruenza sta tra la comunicazione del Papa e la rappresentanza del Papa, cioè la Chiesa, che non permette di essere perdonati per un peccato senza aver prima pentimento,
né pentere e volere insieme puossi
per la contradizion che nol consente.
Naturalmente la Longhi ha solo trasposto questo concetto nelle pagine della Commedia. Non ha voluto tenere una lezione di comunicazione. Il suo contributo in proposito rimane illuminante e non lo si sta criticando. Va anzi considerato che l'esito, per Guido da Montefeltro, è un totale crollo in uno stato mentale disorganizzato (certo rappresentato con immagini esteriori da Dante): non solo prima viene portato all'Inferno da un diavolo loico (logico), ma una volta all'Inferno le incongruenze non fanno che perseguitarlo, le situazioni si sfasciano, e Guido non è più in grado di ricomporle per ottenere un'analisi corretta della realtà. Dante che se ne va a spasso per Malebolge, ad esempio, crede Guido, dev'essere un dannato; altrimenti mai gli rivelerebbe la propria storia. Sembra quindi davvero che il doppio legame, quale che sia la sua forma, abbia come conseguenza uno stato schizofrenico: per Bateson riguarda la mente, e per Dante l'anima dei dannati!



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*Il 10 maggio 1297 i cardinali Iacopo e Pietro Colonna sottoscrissero, insieme a un gruppo di spirituali tra cui Iacopone da Todi, il manifesto di Lunghezza, il cui argomento era per l'appunto la negazione dell'elezione papale.
**Il saggio è disponibile in Letteratura e filologia tra Svizzera e Italia: Studi in onore di Gugliemo Corni - I. La Commedia e altro.

lunedì 4 dicembre 2017

Dove trovare Jack Hurt - La Prima stagione completa (libro gratis)

La copertina di Jack Hurt ecc.
A prescindere dal titolo generico, che serve come punto di riferimento a chi cercasse informazioni, a distanza di una settimana e qualche giorno facciamo il punto della situazione riguardo Jack Hurt - La prima stagione completa, l'eBook scritto da me e da altri quattro autori di cui si parlava qui, e distribuito gratuitamente perché siamo parecchio magnanimi.
Finora Jack Hurt è stato scaricato da 181 persone. Non male, per una prima produzione. Cioè, almeno credo. E sì, so che il picco di download, in questa società dell'amnesia, è proprio nella prima settimana di pubblicazione. Quindi sta a noi pompare ancora e ancora il titolo. Qui è in gioco la seconda stagione, cosa credete?
Parlo anche con te, che fai finta di niente: hai già scaricato Jack Hurt - La prima stagione completa, la raccolta di sedici racconti sull'investigatore dell'occulto omonimo? Noo? Bene, allora cosa aspetti?

Ora, tra l'altro, l'eBook è disponibile anche sul Kindle Store di Amazon. Con questo non ci sono proprio più scuse. Mannaggia a te.
Riporto, per completezza, l'elenco aggiornato dei principali portali in cui è disponibile GRATUITAMENTE Jack Hurt - La prima stagione completa:

  • amazon.it (new entry, vi permette di scaricare il libro sul vostro Kindle o su un dispositivo compatibile);
  • google book store (per leggerlo direttamente da internet, o per scaricarlo in formato epub e pdf);
  • kobostore (se avete, come me, un eReader Kobo, qui potete acquistare gratuitamente il libro e poi sincronizzarlo sul vostro dispositivo);
  • streetlib (nel dubbio, da qui potete scaricare Jack Hurt in formato epub, pdf o mobi. Quello che preferite insomma. Liberamente).

Il codice ISBN del libro è 9788827518847, nel caso poi voleste cercarlo direttamente su google.


Finisco in bellezza l'articolo con la prima recensione di Jack Hurt in formato ebook. Si tratta di una recensione di una utente Amazon - e giuro che non è nessuno di noi -, a cui vanno di diritto tanti cuoricini:
VOTO: 5/5
Non so se devo complimentarmi con tutti gli autori o se devo invece maledirli... Ho letteralmente divorato il libro: finito un episodio dovevo per forza leggerne un altro, troppo grande la curiosità di sapere in quale altro guaio si sarebbe cacciato Jack e ansiosa di carpire qualche nuovo dettaglio sul meraviglioso mondo che gli autori hanno creato. Scrittura precisa, essenziale, chiara e mai prolissa. Il libro ha la struttura di un telefilm, ogni episodio é proprio come una puntata: dai dettagli, episodio dopo episodio, arrivi ad entrare nel mondo di Jack, a vederlo coi tuoi occhi... Al terzo episodio ero già innamorata di lui, un perfetto eroe decadente! Ho apprezzato molto anche l'idea di inserire ogni tanto gli editoriali con i commenti degli autori: come lettrice mi ha resa partecipe dei "mondi personali" dai quali è scaturito Jack... Grazie per averlo condiviso!! Aspetto fiduciosa con ansia nuovi episodi!!!

E io invece aspetto con ansia le vostre recensioni, Veri Credenti. Dove volete: qui, nei negozi online, anche sul gruppo Facebook del blog, purché vi facciate sentire. A presto!

giovedì 30 novembre 2017

Cori da "La Rocca", Il cristianesimo così com'è, La Bibba al rogo

Ecco, a distanza di molti mesi, il nuovo appuntamento con Vivere (d)i libri, la rubrica che si occupa di recensioni-lampo. Da un po' di tempo a questa parte Vivere (d)i libri ha assunto una qualità, come posso dirlo, tematica: negli ultimi appuntamenti abbiamo parlato rispettivamente di libri che vorrei possedere, di fumetti e di libri fantasy. Oggi parliamo, ricollegandoci a quello che si era detto a queste coordinate, e forti del mio rinascente interesse per la religione cristiana, di libri sulla cristianità. Sperando che i nostri lettori più liberali non storcano il naso.

CORI DA "LA ROCCA"
di Thomas Stearns Eliot
Eliot è uno dei miei poeti preferiti. Nobel per la letteratura, è stato critico letterario di riconosciuta abilità, teorico della letteratura e portavoce ufficioso della cristianità ortodossa in Inghilterra. L'opera La Rocca fu scritta su commissione e rappresentata nel 1934 allo scopo di raccogliere fondi per costruire, guarda un po', una nuova parrocchia in quel di Londra. Questa occasione, a metà tra l'architettonico e il sociale, per Eliot è diventata motivo di una profonda riflessione sulla Chiesa e sul suo ruolo nella società moderna.
Come opera a sé, i Cori sono sempre stati lasciati in ombra dall'apparato critico. Eppure contengono alcune delle composizioni più ispirate di Eliot, e come una summa dei suoi lavori precedenti, dai canti di Prufrock ai Quattro Quartetti passando anche per la Terra Desolata. Con una qualità in più difficile da definire: una solidità, un'onestà e in qualche modo un orizzonte storico che a queste opere mancavano.


IL CRISTIANESIMO COSÌ COM'È
di Clive Staples Lewis
Fate attenzione a quello che desiderate. In questo articolo mi ero augurato di poter leggere le conferenze di Lewis sul cristianesimo, e un mese fa ho recuperato un volumetto che contiene una serie di interventi radiofonici di Lewis, rivisti e aggiornati, proprio su questo argomento. La delusione è stata totale.
Nelle pagine di Il cristianesimo così com'è Lewis sembra abdicare a tutta l'intelligenza che, sono certo, nella vita di tutti i giorni doveva aver posseduto in abbondanza. I concetti affrontati sono elementari - il che c'era da aspettarselo, essendo un libro pensato per persuadere le persone a diventare cristiane, non un trattato di teologia - e fa un uso spropositato dell'analogia come strumento di dimostrazione. I suoi ragionamenti sono talmente tendenziosi che, invece di convincermi a convertirmi, mi hanno fatto ricordare perché sono diventato ateo in primo luogo. Il libro, per di più, è stato pensato e pubblicato negli anni '40, e soffre di tutta una serie di anacronismi morali (che, purtroppo, per molti non sono ancora anacronismi): ad esempio, un capitolo tratta dei motivi per cui, in un matrimonio, la donna debba essere sottomessa al marito; un altro dei motivi per cui un vero cristiano possa condannare a morte altri esseri umani senza avere rimorsi di coscienza. Qui e là ci sono sì dei concetti interessanti, persino commoventi, ma in tutta sincerità non consiglierei a nessuno di spenderci dei soldi.


LA BIBBIA AL ROGO
di Gigliola Fragnito
Concludiamo con un'opera che non è metafisica ma storica. La Bibbia al rogo affronta il problema delle traduzioni in lingua volgare della Bibbia in un periodo che va dal Concilio di Trento agli anni successivi alla pubblicazione dell'indice clementino, con particolare riguardo all'evoluzione ideologica che assomma, nella cultura ecclesiastica della Controriforma, la Bibbia ai libri eretici.
Il saggio è preciso nella sua esposizione e, nonostante l'argomento molto tecnico, davvero piacevole quando lo si legge. La storia delle progressive proibizioni della Bibbia diventa, da un lato, la storia di una lotta di potere all'interno della Chiesa tra chi propugnava atteggiamenti più liberali e chi più severi, tra Congregazione dell'Indice e Congregazione del Sant'Ufficio e Papato stesso, e, dall'altro, la testimonianza di una fede genuina che si nutriva dalla lettura diretta della Scrittura, e che col tempo è stata soffocata dalle paure di un cattolicesimo che ormai si era vista negare l'unicità del suo dominio sull'occidente. Credevo che avrei dovuto affrontare una lettura ostica, e invece non riuscivo a smettere di girare pagina. Ottimo!


Stavolta Vivere (d)i libri è stato particolarmente breve. Mi scuso, cari lettori, se vi trascuro, e mi scuso anche nel caso questo articolo sia leggermente più scadente del solito: è un periodo che ho l'influenza e non riesco a connettere bene. Spero mi passi presto, così possiamo tornare a parlare meglio che si può di Psicologia e di Scrittura!

giovedì 23 novembre 2017

Jack Hurt - La prima stagione completa (eBook gratuito!)


Premessa, prima di tutto. Alcuni anni fa, nell'ormai lontanissimo 2013, io e un gruppo di scrittori wannabe decidemmo di iniziare un... non chiamiamolo romanzo a puntate, ché sarebbe sbagliato, ma una serie di racconti strutturati a mo' di telefilm. I telefilm di una volta, con una forte presenza di trame verticali negli episodi e appena un accenno di trama orizzontale; quel tipo di telefilm insomma di cui non si occupa più nessuno, ma che ha accompagnato la nostra infanzia e anche la nostra adolescenza e che io mi porto sempre nel cuore. Così, per farla breve, nacque il progetto Jack Hurt, col suo blog dedicato.

Uno dei bellissimi tarocchi creati apposta per Jack dalla nostra collaboratrice Sofia  Buratti

Jack è un mago e un investigatore dell'occulto. Tutta la serie si configura come una lunga lettera d'amore ai telefilm e ai fumetti che adoravo quando ero ragazzo, e di cui avremo modo di parlare in seguito. Ma, a causa delle scarse visualizzazioni registrate nel blog (che è ancora online, e che potete trovare digitando jackhurt.blogspot.it), il progetto morì dopo appena sedici racconti, la cosiddetta "Prima stagione di Jack Hurt". Qui arriva la notizia.
Da oggi i sedici racconti sono disponibili gratis negli store online, raccolti e in formato .mobi, .epub e .pdf., da leggere comodamente sui vostri eReader. Aspettano solo che voi li scarichiate. Ve li ho presentati nella loro nudità, senza ritocchi posticci: cambiarli avrebbe forse significato tradire le persone che, all'epoca, li avevano scritti.

La copertina di Jack Hurt - La prima stagione completa
Insieme ai racconti veri e propri, al libro ho aggiunto gli editoriali del blog, quei momenti che ci prendevamo per commentare il nostro lavoro, e attraverso cui scoprirete tutti i dietro le quinte del progetto, dalla nascita delle idee alle tensioni interne. Gli editoriali hanno un valore storico, per così dire, e onestamente non riesco a immaginarmi Jack Hurt senza di loro. Sono diventati parte integrante della serie.
Scrivere racconti a dieci mani è la cosa più simile al suonare in una band che un autore possa provare, con tutto quello che ne consegue. Quando iniziai a lavorare a Jack avevo in mente uno stile asciutto, parodistico dell'hard-boiled; poi venne Marco, il secondo scrittore, col suo stile favolistico; e poi Riccardo, maestro dell'agghiacciante, e infine Sara e Federico, che dettero il loro prezioso contributo alla serie. Jack Hurt divenne molto diverso da quella che era la mia idea originale; ma divenne, lo capivo già allora, qualcosa di migliore. Credo che sarete d'accordo con me quando lo leggerete.
Fermiamoci qui, tanto il resto lo troverete negli editoriali. Concludo dicendo che spero che questo libro, così atipico nella sua natura, possa piacervi e spingervi a chiedere quella seconda stagione di Jack che ormai sono quattro anni che noi poveri autori continuiamo a rimandare.


Le coordinate, adesso:
  • potete leggere l'eBook, GRATUITAMENTE, su GOOGLE BOOK STORE;
  • oppure scaricarlo sulla vostra libreria e poi sincronizzarlo col vostro dispositivo Kobo su KOBOSTORE;
  • oppure, se avete un altro dispositivo eReader, andate su STREETLIB e scegliete se volete scaricarlo in formato .epub, .pdf o .mobi (compatibile con Kindle) - naturalmente sempre tutto gratis;
  • oppure su Amazon, sezione KINDLE STORE, così potete proprio stare tranquilli;
e, alla fine, LEGGETELO.

giovedì 16 novembre 2017

Questo è il mio BASTONE DI TUONO (2017)


L'ho sempre desiderato. Davvero. Almeno, l'ho sempre desiderato da quando ho scoperto che esiste. Parlo naturalmente del premio col nome più bello della blogosfera, la statuetta inventata da Germano "Hell" Greco sul suo blog Book and Negative, l'immarcescibile BOOMSTICK AWARD (scritto tutto maiuscolo per far sentire la viuleensa).


Non ci sono regole per meritarsi il Boomstick, quindi non la faccio lunga: basta avere un blog "cazzuto". E a quanto pare Psicologia e scrittura lo è.
Ringrazio la sempre ottima Kara Lafayette per l'assegnazione del premio e vi invito a visitare il suo blog, che tra pause e riprese rimane tra i più interessanti della blogosfera italiana (personalmente lo apro tutti i giorni per vedere se ha pubblicato qualcosa di nuovo, che è sempre un piacere).

Ora, in quanto vincitore sarebbe mio diritto nominare altri sette blog per il Boomstick: non uno di più e non uno di meno. Sette come i giorni della settimana, gli Spiriti Celesti cinesi, le correnti del Rig-Veda e gli apostoli di Gesù se ne eliminassimo cinque, magari quelli meno simpatici. Il che potrei benissimo fare (nominare i blog, non eliminare gli apostoli); non fosse che, frequentando le stesse coordinate internettiche di Hell e Kara, quasi tutti quelli che ho in mente sono già stati premiati, e ne rimarrebbe soltanto uno fuori dalla lista, ringrazio e rinuncio a questo mio diritto (del resto, per usare le parole di Hell, "Questo è il Boomstick, ca**o, non un premio per signorine. Viene assegnato solo quando serve").

Allora ciao, Veri Credenti. E ricordatevi che, se avete un premio che vi cresce, io sono sempre ben disposto a riceverlo. Sarà che da piccolo non sono stato allattato al seno. Face front!

...

PS: Kara si chiedeva se e quando potrà finalmente leggere il mio romanzo. Le rispondo qui: per il romanzo c'è ancora da aspettare, ma tranquilli che sotto Natale una sorpresa ve la faccio.

lunedì 6 novembre 2017

Due libri da premio Nobel

Proprio ieri, mentre pensavo all'articolo da scrivere sul noto, notissimo falsario duecentesco Severo Arconzio (che quindi slitta, ahimè, a data da destinarsi), mi è capitato di leggere su Tuttolibri un'intervista a Eric R. Kandel. Ho quindi deciso di trasformare questo post in una segnalazione di due suoi libri che, più che consigliarvi di leggere, vi avviso che ho io intenzione di recuperare as soon as possible. A parte questo, visto che questo blog si occupa principalmente di arte e psicologia credo che possano interessare anche a voi, che ne siete i lettori. Il primo è l'ormai classico L'età dell'inconscio, l'altro il più recente Arte e neuroscienze.


L'ETÀ DELL'INCONSCIO - Eric Kandel

DESCRIZIONE: Il premio Nobel Eric Kandel usa le sue doti di divulgatore per portarci nella Vienna del Novecento, dove le figure più eminenti della scienza e dell'arte diedero l'avvio a una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di considerare la mente umana. Nei salotti viennesi dell'epoca si discutevano idee che avrebbero segnato una svolta nella psicologia, nella neurobiologia, nella letteratura e nell'arte. Tali idee portarono a progressi che esercitano ancora oggi la loro influenza. Sigmund Freud sconvolse il mondo mostrando come l'aggressività e i desideri erotici inconsci si esprimano simbolicamente nei sogni e nel comportamento. Arthur Schnitzler rivelò la sessualità inconscia delle donne con l'innovativo ricorso al monologo interiore. Gustav Klimt, Oskar Kokoschka e Egon Schiele diedero vita a opere di grande evocatività che esprimevano il piacere, il desiderio, l'angoscia e la paura. "L'età dell'inconscio" aiuta a capire i meccanismi cerebrali che rendono possibile la creatività nell'arte e nella scienza, aprendo una nuova dimensione nella storia intellettuale.
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ARTE E NEUROSCIENZE - Eric Kandel

DESCRIZIONE: Arte e scienza possono trovare un terreno comune? In questo nuovo libro, il premio Nobel Eric Kandel sostiene che la scienza può plasmare il nostro modo di assaporare le opere d'arte e aiutarci a comprenderne il significato. Il riduzionismo, che mira a riportare i concetti scientifici o estetici complessi a componenti più semplici, è stato usato dagli artisti moderni per distillare il loro mondo soggettivo in colore, forma e luce. In particolare, ha guidato la transizione dall'arte figurativa alle prime manifestazioni dell'arte astratta, di cui si vede il riflesso nelle opere di Monet, Kandinsky e Mondrian. Kandel spiega come nel dopoguerra Pollock, de Kooning e Rothko abbiano utilizzato un approccio riduzionista per arrivare al loro espressionismo astratto e come Warhol e altri, partendo dai risultati della "scuola di New York", abbiano reimmaginato l'arte figurativa e minimale. Arricchito da esplicativi disegni del cervello e illustrato da riproduzioni a colori dei capolavori dell'arte moderna, questo libro mette in evidenza i punti di contatto fra scienza e arte e il modo in cui esse si illuminano a vicenda.


lunedì 30 ottobre 2017

Grandezza di Dante nell'immaginario collettivo

Qualche anno fa (sette per l'esattezza, quando avevo vent'anni e il mondo era giovane) scrissi queste brontolose considerazioni letterarie, paragonando il nostro Dante Alighieri all'inglese John Milton, l'autore - ma già lo sapete - del Paradiso Perduto:
Milton aveva vergato, su un foglio, i vari argomenti da cui avrebbe potuto trarre un poema, e infine si era deciso per la cacciata dal Paradiso, considerandolo forse il più patetico e universale di tutti. E proprio qui, credo, sta la differenza tra i poeti: Milton ha dovuto elaborare i suoi versi su un canovaccio preesistente, grandioso e ampiamente conosciuto; Dante invece su uno nuovo (seppure ispirato a certi precedenti viaggi nell'oltretomba: ricordiamo Ulisse, che non poté leggere direttamente, Enea, Beda il Venerabile*...). Il personaggio Dante, al contrario del personaggio Lucifero, insomma, è creato ex novo: la sua grandezza (una delle sue grandezze) sta nel fatto che la storia di Dante, oggi, non ci sembra meno reale di quella di Milton.

Con reale intendevo qualcosa di diverso dal dato di realtà, ma credo che mi abbiate capito tutti.

Sapete una cosa? Avevo perfettamente ragione. Dante ha contribuito a formare la nostra mentalità, e la mentalità del mondo intero, a un livello che, dopo di lui, forse solo Freud, con le sue topiche, le sue nevrosi e il suo Edipo, è riuscito a eguagliare.
Dante fu insuperato come poeta (sfido chiunque a trovare qualcosa di più bello della Commedia: personalmente mi sembra che possano reggere il confronto solo alcuni passi di Whitman), cosmopolita come intellettuale, e fondò una tradizione linguistica che servì a unificare la sua terra (perciò il suo valore non è secondo, anche se si tratta di percorsi linguistici sostanzialmente diversi, a quello di uno Shakespeare). Eppure tutte queste cose passano in secondo piano quando pensiamo alla sua capacità di scolpire la nostra mente. La "nostra" nel senso di "razza umana", ben al di là del mondo occidentale. Chaucer subì l'influenza di Dante, la traduzione della Commedia da parte di Longfellow è una pietra miliare nella storia della letteratura americana, e persino oggi, in Giappone, le rappresentazioni popolari dell'inferno cristiano si rifanno alla suddivisione di Dante. I gironi, il contrappasso, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, il Lucifero tripartito, il primum mobile non sono forse invenzioni dantesche, ma sono entrate nella nostra mente, e quasi ereditate per virtù propria da una generazione all'altra grazie all'abilità di Dante.


Un esempio molto piccolo varrà forse più di tutti questi grandi. Pensiamo invece a un Pier delle Vigne. Ci verrà in mente l'immagine di un uomo sostanzialmente giusto, ingiustamente accusato, che decide di togliersi la vita perché non può sopravvivere alla propria ignominia, alla caduta in disgrazia. Ma questa è l'immagine che ne ha Dante. Storicamente, anzi, gli studi di settore riconoscono che Pier delle Vigne fu veramente un uomo corrotto. Forse Dante scrisse il canto dei suicidi in buona fede, o forse volle esagerare l'innocenza del suo personaggio, vedendo in Pier delle Vigne un'ombra, un simbolo del proprio stesso destino, e quindi per rinforzare l'immagine della propria innocenza**; ma il fatto resta. La verità storica  - questo si può dire anche di Shakespeare, quando si pensa che storicamente Macbeth fu un re mite, e di tanti altri grandi autori - vale per noi meno della parola di Dante. A dire il vero, quando si pensa alla struttura dell'Inferno, l'intera teologia cristiana vale un po' meno dell'interpretazione che ne dà Dante. E questo vale a tutti i livelli: non occorre aver studiato la Commedia per immaginarsi l'Inferno diviso in gironi. Non so a voi, ma a me, che sono scrittore wannabe e appassionato di letteratura, questa cosa lascia senza fiato.


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* Naturalmente gli antecedenti al viaggio di Dante sono molto più numerosi di quelli che mi vennero in mente a vent'anni: aggiungiamoci pure Il Libro della Scala, Il Libro delle Tre Scritture... Il senso della contrapposizione, comunque, mi sembra che rimanga invariato. Nessuno di questi viaggi mistici sarebbe ricordato da qualcuno, al di là dei circoli accademici, se non grazie a Dante, e all'influsso che essi ebbero su Dante.
** L'impressione, che ebbi la prima volta che lessi il canto XIII, è sostenuto dalle tesi di Leonardo Olschki.