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Ad Deum qui laetificat juventutem meam

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Parto per dieci giorni, dieci giorni altigaudenti, dieci giorni di mare che in realtà sono dieci giorni di lavoro, perché porto i miei ragazzi ai soggiorni. Ecco, quindi per dieci giorni sul blog non ci saranno aggiornamenti. Non lo apro neanche. Prima di partire, nello spirito del blog personale che caratterizzerà quest'estate, quando sarà troppo caldo per parlare di qualunque cosa, voglio fare un po' il punto della situazione, naturalmente la mia. E mi scuso di nuovo con quelli a cui non gliene frega niente, con quelli che, quando aprono Psicologia e Scrittura, vogliono leggere qualcosa di Psicologia o di Scrittura: voi potete giustamente saltare tutto fin dopo l'immagine di Lucy. Da lì vi assicuro che le cose si fanno di nuovo interessanti.

Innanzitutto il lavoro. L'avrete capito, se leggete i miei post, ché qualche accenno c'è stato. Lavoro in un Centro Residenziale per ragazzi disabili ormai da un anno (a tempo pieno), e con ogni probabilità il mio contratto s…

My Most Literary Adventures

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Psicologia e Scrittura parla di tutto e di più, s'è capito; ma è, lo ricordo sempre, a fianco di molte cose, anche un blog personale, e quindi ogni tanto parlerò persino di me. E con la scusa di parlare di me parlerò d'altro. Quindi aspettatevi qualche articolo più intimista, nel corso di quest'afosa estate. Certo ancora non diventerà un diario. Questo significherebbe tradire chi mi segue, perché chi mi segue su di me nutre un interesse giustamente limitato. Ciononostante.

Un esame è un esame è un esame. Nel senso che a luglio ho tre esami da preparare: Storia Moderna A, Archeologia Medievale e Letteratura Italiana II. A questo si aggiunga il fatto che lavoro a tempo pieno, e anche il fatto che a giugno partirò per dieci giorni di "soggiorni", cioè per offrire agli utenti della struttura in cui lavoro (12 ragazzi disabili di varia età) delle vacanze al mare. In questa situazione piuttosto concitata, ho anche letto tanto e tali cose che non avrei creduto possibile…

Nuovo linus (ovvero ritrovare i Peanuts)

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Con un po' di ritardo ho recuperato il numero di maggio di linus, l'ultima fatica della Nave di Teseo, che non è molto ha acquistato - lei, che si è allontanata dalla grande oligarchia editoriale italiana, e che adesso ne sta fondando una nuova - la Baldini&Castoldi, editrice della rivista (dopo aver acquistato anche la Oblomov, ma non sono un editore di mestiere e non vorrei puntare il dito per nulla). Da appassionato di fumetti quale sono, nel corso degli anni ho sì frequentato linus, saltuariamente si capisce, così come ho frequentato Fumo di China e Scuola di Fumetto. Per un po' ho corteggiato l'idea di abbonarmici, ma la maggior parte delle strisce non mi interessavano, anzi, mi sembravano di cattiva qualità (potete dire quello che volete, a me Doonesbury lascia perplesso), e finivo per leggere solo gli articoli, alcuni buoni e altri meno, come in tutte le cose, ma c'era da aspettarsi di meglio dalla rivista illustrata più importante d'Italia.


Il linus

Di catastrofi e doppi legami

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Di doppio legame avevamo già parlato qui, e in relazione al dantesco Guido da Montefeltro, che, preso com'era tra due obblighi, quel che fa finisce sempre per far male. Oggi invece proviamo a parlarne in relazione alla matematica di René Thom, attraverso le parole di Jean-François Lyotard.


Per spiegare cosa sia il doppio legame farò in fretta e citerò me stesso. Non perché io sia fonte autorevole, ma perché sono pigro e sappiamo che finirei lo stesso per ripetermi:
[...] Il costrutto fu formulato da Gregory Bateson, uno di quegli eroi del Gruppo di Palo Alto che hanno rivoluzionato le nostre idee su cosa sia e su come funzioni la comunicazione. Una situazione di doppio legame si ha quando, tra due interlocutori legati da una relazione affettiva importante, capita un'incongruenza tra messaggio veicolato dal verbale e messaggio veicolato dal non-verbale. L'esempio di Bateson - storico - è un bambino che cerca di abbracciare sua madre; la madre, avendolo visto, si irrigidisce …

Da Hogwarts a Roke: L'importanza dell'istruzione per un corretto uso della magia

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Ursula Le Guin, Ursula Le Guin, Ursula Le Guin. La geniale autrice statunitense, che da poco è scomparsa, ha scritto alcuni dei miei libri preferiti. E, dato che sono un buon amico, questi libri li consiglio sempre a tutti... Tanto li consiglio che viene anche a me voglia di rileggerli. Di recente, ad esempio, ho riletto il primo libro della saga di Terramare, il romanzo per ragazzi Il mago (in originale A wizard of Earthsea), il più bel romanzo fantasy che io abbia mai letto - dopo, forse, Il Signore degli Anelli. Ecco, a leggerlo non si può fare a meno di accostarlo a un altro romanzo che parla di un maghetto che cresce e deve affrontare le forme del maligno, e di una scuola di magia dove grandi stregoni insegnano a ragazzi avidi di conoscenze tutto ciò che sanno. Chiaro, anzi chiarissimo, parlo della saga di Harry Potter(di cui avevo brevemente scritto qui).



Ora, A wizard of Earthsea è stato pubblicato nel 1968, cioè ventinove anni prima di Harry Potter e la Pietra Filosofale, e no…

Omnia mutantur, nihil interit

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Nuovo blog, avrete visto, e nuovo layout. Un layout magico che, sì, dà a questa remota provincia del web un aspetto più professionale (e infatti anche io mi sento più professionale, e a leggere certi vecchi articoli mi vergogno di averli pubblicati, e mi riprometto di scriverne di migliori in futuro), ma che mi presenta anche una nuova interessante schiera di problemi. Ad esempio le etichette, che prima, con la loro cornucopica abbondanza in bella mostra sopra ogni pagina, servivano a mostrare l'abbondanza del blog, e che, da mappa che erano all'inizio, con la moltiplicazione degli argomenti che hanno suscitato il mio interesse (la qual cosa, ai suoi tempi, mi aveva già suggerito questo primo cambiamento), erano diventate labirinto, ma pazienza; queste etichette, dicevo, sono ora nascoste in un menu a tendina sulla sinistra della pagina. Il che, se devo essere sincero, rende sì più ordinata la home, ma non stuzzica più l'occhio del curioso che giungesse per caso o per sche…

Non è questione di chi sia più forte

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Sono anni, ormai, da quando cioè i film di supereroi hanno raggiunto il grosso del pubblico, che su internet escono a getto continuo articoli, ospitati su blog personali o veri e propri siti di informazione fumettistica, con temi sulla falsariga di "Perché Goku potrebbe battere tutti i supereroi Marvel con una mano legata dietro la schiena" o "Dieci supereroi DC più forti di Superman". E, benché queste discussioni siano divertenti in sé, quando si parla di fumetti sembrano diventate l'argomento di discussione più importante(1). Di recente, con l'aspettativa e poi il successo riscosso da Avengers: Infinity War(un film che, per inciso, io ho adorato), il protagonista di questi momenti agonistici è spesso Thanos: webcomic di Goku e Thanos che si scontrano, e articoli su personaggi che, a parere dell'autore, possono battere Thanos a braccio di ferro. Non linko niente perché non voglio far pubblicità, ma basta girare su un qualsiasi gruppo di fumettari e tro…